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I LOVE VIENNA

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di Houchang Allahyari

voto: 7

I love Vienna si presenta come un variopinto e allegro affresco della società, in cui vengono sì tirate in ballo tematiche spinose – riguardanti, soprattutto, le varie differenze culturali e i diversi modi di intendere il matrimonio e le relazioni amorose in generale – ma il tutto viene fatto in modo ironico, attraverso un sapiente lavoro di scrittura che vede in numerosi equivoci e paradossi le sue più importanti peculiarità.

I colori di Vienna

Cos’altro può fare qualcuno che, per la prima volta, arriva in un paese straniero dove dovrebbe iniziare una nuova vita, se non essere il più possibile gentile e cortese con le persone che incontra? E così, la formula “sehr erfreut” – che letteralmente significa “molto lieto” – è una delle frasi pronunciate più spesso da Ali Mohammad, un uomo di origini iraniane che, al fine di iniziare una nuova vita, si trasferisce a Vienna insieme a sua sorella minore e a suo figlio adolescente. Lui, dunque, è il protagonista della pellicola I love Vienna, quarto lungometraggio del regista iraniano di nascita ma austriaco di adozione Houchang Allahyari. Il presente lungometraggio – che, ormai, all’interno della cinematografia austriaca è diventato un vero e proprio cult – è stato realizzato nel 1991 e, in seguito alla cancellazione della Diagonale 2020, inserito all’interno del programma Diagonale 2020 – Die Unvollendete – sezione Filmmit Onlinefestival.

Ali Mohammad (impersonato da Fereydoun Farokhzad), dunque, è un uomo sui quarant’anni, divorziato, che ha venduto tutti i suoi beni al fine di potersi trasferire in Austria. Qui, tuttavia, le cose non sono così semplici, soprattutto se non si è rifugiati politici e non si può quindi ottenere un permesso di residenza per lungo tempo. A poco serve, dunque, la sua frase “I love Vienna” – da cui, appunto, il titolo del film – in risposta a chiunque gli chieda come mai voglia rimanere proprio in Austria. L’uomo, tuttavia, durante questa sua permanenza, risiede presso L’Hotel Praterstern, dove molti altri stranieri come lui abitano da diverso tempo. Qui avrà modo di relazionarsi a ognuno di loro e di iniziare anche una pseudo relazione con Marianne (Dolores Schmidinger), co-proprietaria dell’hotel insieme al suo ex marito (un sempre ottimo Hanno Pöschl).

E così, in questo via vai di storie e di culture che si incontrano e si intrecciano inevitabilmente tra di loro, si svolge questo I love Vienna. Una commedia graffiante al punto giusto che vede al proprio interno anche un indovinato retrogusto amaro, ma dalla quale si evince, alla fine dei giochi, anche una gradita dose di ottimismo.

Houchang Allahyari, dal canto suo, decide di mostrarci proprio tutto. Persino le situazioni più drammatiche e più paradossali. Eppure, questo suo film, non vuol essere un prodotto che si piange addosso o che, comunque, vuole a tutti i costi commuovere lo spettatore. Al contrario, in questo variopinto e allegro affresco della società, vengono sì tirate in ballo tematiche spinose – riguardanti, soprattutto, le varie differenze culturali e i diversi modi di intendere il matrimonio e le relazioni amorose in generale – ma il tutto viene fatto in modo ironico, attraverso un sapiente lavoro di scrittura che vede in numerosi equivoci e paradossi le sue più importanti peculiarità.

La macchina da presa di Houchang Allahyari, dal canto suo, punta a una messa in scena il più realistica possibile – interessante notare, a tal proposito, come il regista stesso, che prima di darsi alla settima arte ha lavorato soprattutto come psichiatra e psicanalista, sia da sempre affascinato dal Neorealismo e dal Post Neorealismo italiani, con una predilezione per il cinema di Pier Paolo Pasolini – con frequenti canti, balli e scene di comune gaudio che hanno luogo ora all’interno dell’hotel, ora in qualche pub viennese.. Il tutto per un ritratto fedele di una Vienna che in pochi conoscono, ma che, già dall’inizio degli anni Novanta, vede il suo scenario colorarsi di nuove, variegate culture (come possiamo vedere, al di fuori dell’Hotel Pratestern, anche in ospedale, quando Ali Mohammad viene operato di appendicite e nota che tutti i medici e gli infermieri vengono da paesi diversi).

Ed ecco che I love Vienna si fa immediatamente più che mai attuale. Le storie dei protagonisti sono, dunque, le storie di milioni di altre persone che, in tutto il mondo, hanno deciso di ricominciare totalmente dal nulla. E Houchang Allahyari è riuscito a fotografare il tutto in modo fedele e onesto, per poco meno di due ore di risate, riflessioni e considerazioni di ogni genere.

Titolo originale: I love Vienna
Regia: Houchang Allahyari
Paese/anno: Austria / 1991
Durata: 100’
Genere: commedia
Cast: Fereydoun Farrokhzad, Dolores Schmidinger, Hanno Pöschl, Kouros Allahyari, Marjam Allahyari, Michael Niavarani, Gudrun Tielsch, Artur Gawryluk, Hans-Peter Hoffmann, Niki List, Marisa Mell, Trude Marlen, Houchang Allahyari
Sceneggiatura: Reinhard Jud, Houchang Allahyari
Fotografia: Helmut Pirnat
Produzione: Epo-Film Produktionsgesellschaft

Info: la scheda di I love Vienna su iMDb; la scheda di I love Vienna sul sito della Epo-Film