The Jobcenter predilige la forma della commedia, dove anche azione e musica svolgono un ruolo essenziale, al fine di trasmetterci non solo le emozioni vissute di volta in volta dai singoli personaggi, ma anche un’importante lezione di vita (che, si spera, in molti sapranno cogliere). Alla Diagonale 2026.
Fresco e leggero come una brezza primaverile, ma anche, al contempo, profondamente drammatico e commovente, Coming of Age è un inno all’amore e alla libertà. Una storia d’amore tra due anime giovani che devono fare i conti con l’inevitabile passare del tempo.
Intelligente, a tratti esilarante e decisamente spietato, Peacock ci mostra un mondo in cui ogni aspetto del quotidiano viene studiato e pianificato fin nel minimo dettaglio senza lasciare spazio alla spontaneità e ai sentimenti veri. All’81° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, sezione Settimana Internazionale della Critica.
What a Feeling di Kat Rohrer è una brillante commedia che, attraverso scene paradossali ed esilaranti e – soprattutto – grazie alla bravura delle due protagoniste, tratta temi decisamente delicati e molto più complessi di quanto possa inizialmente sembrare. Alla Diagonale 2024.
Tales of Franz si distingue immediatamente per una struttura narrativa estremamente semplice e lineare, priva quasi del tutto di sottotrame. E se, da un lato, la storia di Franz e dei suoi amici appassiona e diverte, dall’altro si sente il bisogno di qualche colpo di scena in più, così come di necessari approfondimenti per quanto riguarda alcuni personaggi secondari.
Pur trattandosi di un’opera prima, Eismayer denota innanzitutto una grande maturità registica e una mai scontata capacità di indagare nell’animo umano, riuscendo a cogliere ogni più sottile sfumatura delle personalità dei protagonisti. Alla 79° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, sezione Settimana della Critica.
Ritmi serratissimi, un montaggio impeccabile, un’apparente routine quotidiana che apre il lungometraggio stanno immediatamente a darci l’idea di un film d’azione al cardiopalma, data anche – e soprattutto – la particolare ambientazione scelta dal regista. E, di fatto, di azione in Cops ce n’è quanta ne vogliamo. Eppure, il presente lungometraggio non è solo questo.
La scoperta della propria omosessualità e, parallelamente, la progressiva conoscenza del proprio corpo, sono grandi protagoniste di Nevrland, in cui Gregor Schmidinger ha optato per una messa in scena del tutto anticonvenzionale e a tratti fortemente sperimentale.