Categoria: Anni ’80

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LA ESPERANZA

La Esperanza, girato in Super8, è un documentario che non lascia nulla all’immaginazione, che testimonia fedelmente ciò che accade dall’altra parte del mondo, che ci mostra immagini dolorose e che, attraverso i racconti di chi è coinvolto in prima persona in questo “percorso di rinascita”, dà vita a un affresco sincero ed esaustivo della vita di un popolo che ancora paga le conseguenze di anni di dittatura.

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RAFFL

Christian Berger mette in scena importanti questioni morali senza mai porsi in modo giudicante. E il suo Raffl può essere meritatamente definito un lungometraggio vivo e pulsante, un lungometraggio semplice e complesso allo stesso tempo. Un lungometraggio senza tempo.

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DER BALL

Grande assente alla 78° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Ulrich Seidl è un regista da cui ci si aspetta molto. Persino quando si tratta di vedere uno dei suoi primi film. E infatti, anche nel caso di Der Ball – realizzato nel 1982 – il grottesco e il ridicolo che si evincono dalle immagini che ci vengono mostrate divengono immediatamente i protagonisti assoluti.

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CANALE GRANDE

Luci, colori, stravaganti costumi e situazioni fortemente paradossali divengono dunque il marchio di fabbrica di questo prezioso e originale Canale Grande. Friederike Pezold non ha paura di osare, di dire la sua, di “urlare” la sua rabbia – sempre con un gradito tocco di ironia e autoironia – contro la società odierna, contro un latente maschilismo e contro ciò che è diventato il mondo delle telecomunicazioni. Alla Diagonale 2021.

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LOSGELASSEN – JUGEND IN GRAZ

La celebre Uhrturm sorveglia placida la capitale stiriana. Numerosi giovani vengono intervistati circa il loro quotidiano, le loro impressioni e la politica. Ognuno di loro ci mostra un diverso punto di vista. Ognuno di loro vive a modo suo la pittoresca città di Graz. Tutto questo accade nel documentario Losgelassen – Jugend in Graz di Rene Brueger, che va a completare il programma della prossima Diagonale 2021 – sezione Sehnsucht 2020 – Eine kleine Stadterzählung.

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ZECHMEISTER

Chi è la vittima e chi il carnefice, alla fine dei giochi, in questa singolare versione dei fatti messa in scena da Angela Summereder? Al di là di come siano andate realmente le cose, nessuno è realmente senza macchia nel presente Zechmeister. E, in fin dei conti, il dito viene puntato soprattutto contro una società ipocrita e perbenista, pronta ad accusare chiunque gli capiti a tiro, pur di vedere da lontano quali conseguenze nasceranno da determinate azioni.

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HEIDENLÖCHER

Attingendo a piene mani dal cinema di Robert Bresson – con tanto di scelta di attori non professionisti e di messa a fuoco su una società dalla dubbia morale – Wolfram Paulus ha dato vita a un lungometraggio in cui gli ampi spazi aperti – e, in particolar modo, le immense distese innevate del Salisburghese – stanno a trasmettere un profondo senso di agorafobia, risultando perfettamente in linea con l’altrettanto forte senso di claustrofobia che si respira negli interni.

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VERGISS SNEIDER!

Tutto è sospeso in una dimensione senza tempo, in Vergiss Sneider!, mediometraggio di diploma di Götz Spielmann. E di fianco a un cupo umorismo di fondo, di fianco a un tanto velato quanto vibrante erotismo, di fianco a personaggi le cui ossessioni sono portate all’estremo, vediamo una messa in scena di impronta teatrale che si rifà chiaramente al teatro dell’assurdo, senza disdegnare lo stesso Roman Polanski o persino i film di fantascienza della gloriosa Hollywood degli anni Cinquanta e Sessanta.

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EISZEIT

Il mondo raffigurato in Eiszeit, si presenta immediatamente come una realtà a sé, come un mondo popolato solo da giovani che, a loro modo, tentano di ribellarsi alla società in cui vivono, rifiutando categoricamente di uniformarsi a essa.