MONEY
Money sa ben catturare una realtà che solo chi ha vissuto in prima persona può comprendere davvero, ma che, di fatto, riguarda praticamente tutti noi e che, nonostante il passare degli anni, è ancora così pericolosamente attuale.
Money sa ben catturare una realtà che solo chi ha vissuto in prima persona può comprendere davvero, ma che, di fatto, riguarda praticamente tutti noi e che, nonostante il passare degli anni, è ancora così pericolosamente attuale.
In Operation Hydra Antonis Lepeniotis ha dato vita a un film monumentale, che non vuole limitarsi a raccontare un particolare episodio legato alla guerra, ma che sa muoversi elegantemente tra la dimensione politica e il dramma personale. Restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato sul canale Filmarchiv On.
Riconosciuto negli anni come contributo pionieristico del cinema queer austriaco, There is Beauty in Being Gay rappresenta anche una speciale capsula del tempo che ci sembra raccontare due storie compenetranti: paura e pregiudizi, com’eravamo e come siamo. Al Vienna Shorts 2026.
Potremmo mai imparare, un giorno, dagli errori del passato? Questo, purtroppo, non possiamo saperlo, ma possiamo tristemente notare come Ein Sohn aus gutem Hause di Karin Brandauer sia ancora oggi un film profondamente attuale.
Con Festival, in circa quattro minuti Hubert Sielecki è riuscito con lucidità, sguardo critico e umorismo a fotografare alla perfezione una realtà indubbiamente affascinante sotto molti punti di vista, ma anche estremamente controversa.
Il viaggio intrapreso da Ruth Beckermann in The Paper Bridge si fa immediatamente anche viaggio alla scoperta di sé stessi e delle proprie radici. E così, alla fine di tale viaggio, ecco che si torna finalmente a casa e alle proprie origini, osservando le cose da nuovi punti di vista.
In For You sono oggetti appartenenti a un’epoca lontana a raccontarci una storia. Un fermaglio, una fotografia, ma anche una collana che, tramite un raffinato lavoro di montaggio, sembra quasi dar vita a una sorta di coreografia davanti alla macchina da presa.
Una storia (apparentemente) semplice e lineare, un’unica inquadratura, un’unica location e soli due personaggi. Die Suppe di Hubert Sielecki non ha bisogno di molti elementi per arrivare al pubblico con tutta la sua potenza visiva e comunicativa.
In Drunk, tutto ci viene mostrato esclusivamente attraverso la prospettiva del protagonista. E così, proprio come lui, anche noi ci sentiamo spaesati e viviamo il tutto come un’esperienza decisamente straniante. Straniante ma indubbiamente visivamente accattivante.
Cerolax II è un’acuta, tagliente, ma anche ironica satira sul mondo della pubblicità e, più in generale, dei media, che ogni giorno ci presentano innumerevoli prodotti che, secondo quanto viene affermato, ci cambieranno la vita per sempre.