Author Archives: Marina Pavido

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BUDAPEST

A distanza di più di un secolo, osservando un documentario come il presente Budapest – ed essendo, soprattutto, a conoscenza della tragica situazione vissuta in tutto il mondo a causa del conflitto bellico – abbiamo quasi l’impressione di visionare un prodotto irreale, straniante, decisamente falsato, ma che, proprio per questo suo carattere e per questa sua natura ambigua, risulta ai nostri occhi del tutto affascinante.

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IL NUOVO CINEMA AUSTRIACO

Se non v’è una data esatta a sancire l’inizio della corrente del Nuovo Cinema Austriaco, è anche vero che, di fatto, tale movimento può facilmente essere letto, più in generale, come un nuovo modo di intendere la produzione cinematografica stessa. Il tutto per una serie di prodotti cinematografici dalla più marcata autorialità, in cui vengono affrontati anche temi considerati complessivamente “scomodi”.

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DAS MANIFEST

In Das Manifest, Antonis Lepeniotis, attraverso un tanto ricercato quanto minimalista lavoro di regia, ha messo in scena un mondo in cui non v’è considerazione alcuna per l’essere umano e per la sua libertà. Un mondo in cui è una spietata forza di polizia a dire a tutti i costi l’ultima parola. Un mondo in cui non v’è apparentemente speranza alcuna per un futuro migliore e all’interno del quale ci si sente come racchiusi in un vero e proprio circolo vizioso.

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VERGISS SNEIDER!

Tutto è sospeso in una dimensione senza tempo, in Vergiss Sneider!, mediometraggio di diploma di Götz Spielmann. E di fianco a un cupo umorismo di fondo, di fianco a un tanto velato quanto vibrante erotismo, di fianco a personaggi le cui ossessioni sono portate all’estremo, vediamo una messa in scena di impronta teatrale che si rifà chiaramente al teatro dell’assurdo, senza disdegnare lo stesso Roman Polanski o persino i film di fantascienza della gloriosa Hollywood degli anni Cinquanta e Sessanta.

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VERONIKA FRANZ E JASMILA ZBANIC – L’AUSTRIA A VENEZIA 77

La regista, sceneggiatrice e critico cinematografico austriaca Veronika Franz farà parte della Giuria del concorso della 77° Mostra del Cinema di Venezia. Tra i film in corsa per il tanto ambito Leone d’Oro ci sarà anche Quo vadis, Aida?, diretto dall’apprezzata regista bosniaca Jasmila Zbanic, nonché co-produzione tra Bosnia ed Erzegovina, Austria, Romania, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Francia e Norvegia.

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MINDERJÄRIGE KLAGEN AN

Minderjärige klagen an, pur mantenendo, in parte, gli intenti originari dell’ottimo Asphalt di Harald Röbbeling (trattandosi, di fatto, di una sua rielaborazione molto più “edulcorata”) risulta assai più debole, assai meno incisivo dell’originale e decisamente maldestro e traballante, con tanto di cornice che ci appare quasi posticcia, al punto da renderlo complessivamente poco credibile.

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ASPHALT

Asphalt prende spunto da alcune storie realmente accadute e si avvale di una messa in scena che ricorda da vicino proprio il Neorealismo. E così, ne è venuto fuori un film suddiviso in cinque episodi, incredibilmente razionale nella sua irrazionalità. Un film che si schiera apertamente contro la guerra e che – sebbene quest’ultima sia ormai finita da molti anni – punta il dito direttamente contro una società ipocrita e perbenista.

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KAVIAR

Questo brillante Kaviar – opera seconda di Elena Tikhonova – vede ritmi ben scanditi sia da una regia esperta e consapevole – con tanto di brevi inserti d’animazione e una titolazione di tarantiniana memoria – che da un azzeccato commento musicale, frizzante e di carattere, ma mai sopra le righe.