Author Archives: Marina Pavido

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I WIENER FILM – RITRATTO DI UN’AUSTRIA FELICE

Il più delle volte dai toni leggeri, di quando in quando anche piuttosto malinconici, i Wiener Film erano atti a raccontare il fulgore di un’epoca e la sua società altoborghese, all’interno della quale, tuttavia, storie d’amore nate tra persone di ceto differente contribuivano ora a conferire drammaticità al racconto, ora a costruire gustose e divertenti commedie degli equivoci.

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BEAUTIFUL GIRL

Rapportarsi all’amore – e, soprattutto, capire il vero significato dello stesso – non è affatto facile per Charlie e i suoi amici. Stesso discorso vale per l’erotismo, da loro considerato quasi un antidoto alla noia, ma che, di fatto, pervade con una pulsante, implicita tensione l’intero Beautiful Girl.

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FOLLIE NEL MONDO

Follie nel Mondo, di fianco a una sceneggiatura piuttosto semplice e lineare, vede una messa in scena sì di impostazione prevalentemente teatrale, ma anche estremamente spettacolare, colorata e vivace, all’interno della quale eleganti figure si muovono davanti alla macchina da presa, per una serie di curate coreografie che riescono a creare un’equilibrata commistione di danza moderna e valzer viennese.

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BOJO BEACH

Ciò che in Bojo Beach immediatamente colpisce è la straordinaria calma con cui i pescatori svolgono i loro compiti. I loro gesti, scanditi dai canti degli stessi, stanno a ricordare – soprattutto nel momento in cui sono intenti a tirare le reti sulla spiaggia – quasi una coreografia. E il rumore dell’acqua, dal canto suo, sta ancora di più a trasmetterci un senso di straordinaria calma, di un costante ripetersi degli eventi.

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AZIONISMO VIENNESE – ARTISTI, LETTERATI E CINEASTI SI RIBELLANO

La realtà, il quotidiano e gli stessi corpi umani assumono forme del tutto nuove e inaspettate, nelle opere dell’Azionismo Viennese. Nuove forme, nuovi colori, immagini disturbanti, viscere animali e sostanze organiche esprimono un nuovo modo di ribellarsi e di concepire l’arte, beffandosi della società consumista e conservatrice e di quel pericoloso fascismo latente che, nonostante la fine della guerra, sembra ancora vivo e pulsante.