Author Archives: Marina Pavido

beatrix-2021-czernovsky-kraxner-recensione

BEATRIX

Beatrix di Milena Czernovsky e Lilith Kraxner si distingue per un andamento narrativo molto particolare, in cui l’atto del guardare, dell’osservare non sempre in modo voyeuristico, diventa il fine ultimo delle registe. La macchina da presa segue la protagonista durante ogni momento della sua giornata. Nel frattempo, ciò che si manifesta davanti ai nostri occhi è semplicemente la vita. Alla Viennale 2021.

das-rad-2021-vom-groller-recensione

DAS RAD

Das Rad di Friedl vom Gröller è il sogno di un bambino. Anzi, di due bambini. Das Rad è un viaggio indietro nel tempo, un ritorno all’infanzia, una nuova scoperta di sé e del mondo che ci circonda. Un nuovo modo di intendere la realtà che tanto ci ricorda anche il grande cinema del passato. Alla Viennale 2021.

sekundenarbeiten-2021-perschon-recensione

SEKUNDENARBEITEN

Sekundenarbeiten è interamente girato in pellicola. Il ritorno alla vera essenza del cinema. Allo stesso modo, il foglio bianco di Liselott Berschorner ci appare quasi come una sorta di diamante grezzo. Un diamante grezzo che sta per essere scolpito davanti ai nostri occhi e che, proprio grazie a questo suo particolare processo di lavorazione, ci sembra ancora più prezioso. Alla Viennale 2021.

krai-2021-lapin-recensione

KRAI

Krai è un film intimo e personale, che ci fa immediatamente sentire parte di un mondo a noi inizialmente sconosciuto. Il regista ha optato per un approccio il più essenziale possibile. La realtà da lui raccontata non ha bisogno di ulteriori orpelli ed è meravigliosa così com’è. Metacinema e documentario si fondono per dar vita a qualcosa di tenero, ironico, ma anche incredibilmente commovente.

hinterland-2021-ruzowitzky-recensione

HINTERLAND

Hinterland è in tutto e per tutto un film espressionista. Un film in cui scenografie spigolose, strade anguste, palazzi inclinati, ombre minacciose e inquadrature sghembe hanno il compito di farci vivere in prima persona uno dei momenti più drammatici della storia e di trasmetterci una buona dose di inquietudine.

reign-of-silence-2013-marxt-recensione

REIGN OF SILENCE

In Reign of Silence la parola viene lasciata esclusivamente alle immagini. Non v’è bisogno di nient’altro, nemmeno di ridondanti didascalie o di musiche. Cinema allo stato puro. Un approccio registico sicuramente estremo, ma anche incredibilmente maturo e consapevole. Un approccio registico che Lukas Marxt ha mantenuto nel corso degli anni.

poppitz-2002-sicheritz-recensione

POPPITZ

Poppitz è esilarante, irriverente, non ha paura di mettere in mostra abitudini e difetti della classe altoborghese e, nel raccontarci le disavventure del povero Gerry, traccia un esaustivo affresco della società contemporanea. Una società superficiale che si preoccupa soltanto di “apparire” e che vede nel lusso la soluzione a ogni qualsivoglia problema.