Oasis di Jannis Lenz è un lungometraggio disperatamente sincero, a tratti brutale e spietato, che sovente ci colpisce come un pugno allo stomaco. Un lungometraggio che, però, allo stesso tempo, sa regalarci anche momenti di pura poesia. Alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, sezione Orizzonti.
Eklipse di Manuel Wetscher si è rivelata un’opera estremamente lucida e matura. Il personale diventa universale. La verità ci colpisce come un pugno allo stomaco, soprattutto quando si è costretti a diventare adulti prima del tempo. Alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, sezione Orizzonti.
In My Notes on Mars, Lili Horvát non vuole darci a tutti i costi delle risposte definitive. Al contrario, lo spettatore ha la preziosa opportunità di trarre le proprie conclusioni e di lasciarsi ipnotizzare, al contempo, da immagini di grande potenza visiva e comunicativa. Film d’apertura delle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia 2026.
Al Locarno Film Festival, nel prestigioso contesto di Piazza Grande, è stato presentato al pubblico il quarto lungometraggio di Felix Randau, I is Another, co-produzione austriaca che si confronta con l’enigmatica figura storica di Felix Kersten, l’eroe-impostore in bilico tra altruismo e opportunismo
Con Gentle Monster, Marie Kreutzer torna al Festival di Cannes con un duplice ritratto femminile di grande impatto registico, destinato ad alienare più che a sorprendere il pubblico; Léa Seydoux da premio nei panni di una madre costretta a fare i conti con la terribile verità appena scoperta riguardo al marito.
All Buildings are beautiful ha la grande capacità di ridare vita e dignità a un luogo considerato ormai “inutile”. Ormai nessuno entra più nella vecchia sede universitaria. Eppure, essa stessa sembra avere ancora tanto da raccontare. Impedire la sua demolizione sembra oggi, però, ormai impossibile. Al Vienna Shorts 2026.
From Something To Nothing è un gigantesco collage fatto di oltre 3.000 fotografie di cortecce, muschi e dettagli organici raccolti prima dell’abbattimento della foresta. Un patchwork audiovisivo sperimentale privo di dialogo, nel quale lo spettatore viene immerso e col quale riesce ancora a creare un legame, ben sapendo che la materia prima, un tempo viva, è ormai sparita. Al Vienna Shorts 2026.
Il terzo lungometraggio di Sandra Wollner, targato Un Certain Regard, è un folgorante promemoria che le visioni delle persone a noi care sono destinate ad abitare il nostro mondo per sempre; poetico, indelebile e registicamente audace, Everytime è semplicemente il meglio che il Festival di Cannes ha avuto da offrire.
The Race è un documentario estremamente coinvolgente e accattivante, soprattutto per il fatto di averci mostrato “ciò che non vediamo”. E così, subito ci sentiamo spettatori privilegiati di un mondo di cui in pochi conoscono davvero ogni dettaglio.
We have to survive è un progetto decisamente monumentale, che attraverso immagini suggestive, in cui i paesaggi, sovente ripresi dall’alto, ci compiscono immediatamente per la loro maestosità, ci offre anche interessanti spunti di riflessione.