Our Girls è un lungometraggio sfaccettato e mai banale, in cui un crescendo di tensione trova le sue location ideali ora negli spogli corridoi di un ospedale, ora nei paesaggi naturali delle Alpi tirolesi, le quali, a loro volta, fanno sentire i protagonisti ancora più isolati. Alla Diagonale 2026.
The Blood Countess ci accompagna per mano in un viaggio in cui può capitarci davvero di tutto. E attraverso personaggi decisamente surreali, battute sagaci ed esilaranti e momenti “sanguinari” e meravigliosamente disturbanti, dà vita anche a un sincero omaggio alla città di Vienna. Alla Berlinale 2026, sezione Berlinale Special Gala.
La commedia Born in Absurdistan di Houchang Allahyari è un lungometraggio che, anche a più di venticinque anni dalla sua realizzazione, è ancora così incredibilmente attuale.
Nel 2011, Karl Markovics ha presentato al Festival di Cannes Breathing, il suo debutto da regista. Eppure, l’attore di Vienna era già da anni particolarmente noto e amato dal pubblico, sebbene i suoi inizi di carriera non furono immediatamente così facili.
Das Schweigen der Esel, pur vantando un andamento narrativo carico di tensione, ulteriormente valorizzato da un raffinato montaggio alternato, non disdegna anche un tocco di gradita ironia tipicamente austriaca, oltre, naturalmente, a numerosi riferimenti a lungometraggi del passato, così come a classici della letteratura.
The Fox potrebbe inizialmente sembrare uno dei tanti (troppi?) film che mettono in scena uno speciale rapporto di amicizia tra uomini e animali. E nel momento in cui ci si approccia a storie del genere, il rischio di dar vita a qualcosa di eccessivamente retorico è più che mai alto. Adrian Goiginger, fortunatamente, è riuscito a evitare tali errori, concentrandosi prevalentemente sui traumi infantili del giovane protagonista. Alla Diagonale’23.
I pesci rossi hanno una vista molto potente e sono in grado di vedere anche ciò che agli uomini spesso sfugge. Chi sarà il misterioso assassino? Das letzte Problem prende sapientemente spunto da quanto realizzato in passato dando vita, al contempo, a un piacevole giallo adrenalinico e dal gradito tocco rétro.
Surreale, bizzarro, ma anche tenero e piuttosto naïf, Drei Herren non è certamente un lungometraggio perfetto. Eppure, nonostante tutto, man mano che ci si avvicina al finale, ogni personaggio si rivela molto più complesso e ricco di sfaccettature di quanto inizialmente potesse sembrare.
di Xaver Schwarzenberger voto: 6.5 Xaver Schwarzenberger e sua moglie Ulrike – autrice della sceneggiatura – lasciano volutamente aperti determinati interrogativi e fanno di una sottile ambiguità di fondo un… Read more »
Indien è la storia di una grande amicizia. Di un’amicizia talmente forte che è in grado di superare ogni qualsivoglia condizione avversa. Josef Hader e Alfred Dorfer, dal canto loro, hanno effettuato un ottimo lavoro di scrittura, perfettamente in grado di coniugare insieme la commedia e la tragedia, per una profonda e mai scontata riflessione sulla vita, sulla morte e sull’importanza dei rapporti interpersonali.