Die Wirtin von Maria Wörth rientra appieno nei canoni degli Heimatfilm, che continuavano a essere le pellicole predilette dalle maggiori case di produzione nazionali. E così, questo lungometraggio di Eduard von Borsody ci racconta per immagini di una storia d’amore a carattere musicale, che al dramma preferisce la formula della commedia degli equivoci.
4° Fanteria è un pilastro del cinema nostalgico austriaco, capace di trasformare la storia in un’operetta ritmata e visivamente affascinante, in grado di far divertire e far evadere dalla realtà allo stesso tempo.
Miss Lilli è una gradevole commedia degli equivoci in cui su tutti spicca proprio Franziska Gaal, qui nel suo ultimo film girato in Europa prima di emigrare negli Stati Uniti. La sua Lilli è una ragazza particolarmente vivace, astuta e anticonvenzionale. Restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato sul canale Filmarchiv On.
Una messa in scena elegante, delicata e sapiente è la prima cosa che ci colpisce durante la visione di Un Ballo al Savoia. Il regista, dal canto suo, non ha avuto paura di osare, ispirandosi anche a quanto nel frattempo veniva realizzato negli Stati Uniti. Restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato sul canale Filmarchiv On.
La presenza totalizzante della tecnologia anestetizza relazioni e percezioni di sé e degli altri. La bellezza di Perfect World, però, è che finalmente qualcosa si incrina. Al Vienna Shorts 2026.
Se teniamo in considerazione il fatto che Vienna Vienna è stato realizzato verso la fine degli anni Cinquanta, quando ormai da tempo si cercava di portare la filmografia nazionale verso altre direzioni, ci rendiamo conto di come esso possa essere considerato un film “nostalgico”. Willi Forst ha voluto realizzare qui un sincero omaggio alla sua città, ma anche a un’epoca essenziale per la storia del cinema austriaco. Restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato sul canale Filmarchiv On.
Karl Hartl ha ben saputo rendere omaggio alla figura di Wolfgang Amadeus Mozart. Il suo Angeli senza Felicità – recentemente restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato al pubblico sul canale Filmarchiv On – ha la grande capacità di colpirci ancora oggi, a parecchi anni dalla sua realizzazione, con tutta la sua potenza visiva e comunicativa.
The Jobcenter predilige la forma della commedia, dove anche azione e musica svolgono un ruolo essenziale, al fine di trasmetterci non solo le emozioni vissute di volta in volta dai singoli personaggi, ma anche un’importante lezione di vita (che, si spera, in molti sapranno cogliere). Alla Diagonale 2026.
Peter è un film parecchio innovativo per l’epoca. Ed Henry Koster, dal canto suo, non ha avuto paura di esagerare, di mettere in scena situazioni volutamente estreme, di raccontare agli spettatori una storia che attraverso i toni della commedia cercava di percorrere sentieri ancora inesplorati. Alla Diagonale 2026, all’interno della retrospettiva Girls will be Boys.
Perfettamente in linea con l’intera filmografia di Tizza Covi e Rainer Frimmel, The loneliest Man in Town ci accompagna per mano in un mondo di cui ormai sono soltanto in pochi a farne ancora parte, un mondo che potrebbe addirittura svanire da un momento all’altro. In concorso alla Berlinale 2026.