Attore: Simon Schwarz

vatertag-2012-michi-riebl-dor-film-recensione-review-kritik

VATERTAG

Vatertag è una commedia tutto sommato divertente che, nonostante qualche imperfezione e risvolti di sceneggiatura a volte eccessivamente prevedibili, si distingue comunque per un buon ritmo e per una storia gradevole.

perla-2025-alexandra-makarova-recensione-review-kritik

PERLA

I traumi, l’identità, ma anche un profondo senso di colpa e una sottile manipolazione rendono Perla un’opera particolarmente complessa e ben scritta, in cui ogni singolo personaggio è ricco di sfaccettature e in cui ognuno può essere considerato vittima e carnefice allo stesso tempo.

tales-of-franz-2022-geschichten-vom-franz-schmid-recensione

TALES OF FRANZ

Tales of Franz si distingue immediatamente per una struttura narrativa estremamente semplice e lineare, priva quasi del tutto di sottotrame. E se, da un lato, la storia di Franz e dei suoi amici appassiona e diverte, dall’altro si sente il bisogno di qualche colpo di scena in più, così come di necessari approfondimenti per quanto riguarda alcuni personaggi secondari.

the-hawk-2022-der-onkel-the-hawk-kopping-ostrowski-recensione

THE HAWK

The Hawk è un lungometraggio bizzarro, irriverente e dal taglio eccessivamente televisivo, che attraverso una storia semplice e complessa allo stesso tempo, si interroga su determinate dinamiche famigliari e su equilibri precari che rischiano di rompersi per sempre nel momento in cui il passato torna a bussare alla porta. Alla Diagonale’22.

aufschneider-2010-schalko-recensione

AUFSCHNEIDER

Se il presente Aufschneider si distingue immediatamente per una scrittura e un approccio registico prettamente televisivi, tutto scorre in modo complessivamente lineare. Ogni singolo evento, ogni singola storia dei personaggi sono in qualche modo collegati tra loro. Spesso e volentieri, però, anche in modo eccessivamente prevedibile.

caviar-2019-kaviar-tikhonova-recensione

KAVIAR

Questo brillante Kaviar – opera seconda di Elena Tikhonova – vede ritmi ben scanditi sia da una regia esperta e consapevole – con tanto di brevi inserti d’animazione e una titolazione di tarantiniana memoria – che da un azzeccato commento musicale, frizzante e di carattere, ma mai sopra le righe.