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SCHILLERS RÄUBER

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di Peter Eng

voto: 7

Schillers Räuber fa parte di quell’affascinante serie di pubblicità realizzate da Peter Eng in cui si possono notare molte delle caratteristiche che hanno immediatamente reso leggendario il suo modo di fare cinema.

Ricominciare a vivere

Quanto può essere piacevole e salutare un’intera giornata alle terme, anche per chi, solitamente, non è abituato a frequentare tali posti? Il regista e disegnatore austriaco Peter Eng, uno dei pionieri del cinema d’animazione in Austria, lo sa bene, e più volte, nel corso della sua carriera, si è dedicato alla pubblicità per la nuova e moderna piscina Amalienbad, inaugurata nel 1926 e situata nel quartiere viennese di Favoriten. Tra i lavori di Eng a noi arrivati e dedicati alla suddetta piscina, ad esempio, troviamo Lerne Schwimmen e Schillers Räuber, entrambi realizzati nel 1926.

Schillers Rauber, nello specifico, ci colpisce per essere stata realizzata interamente in live action, a differenza delle altre opere di Eng. Come già possiamo intuire dal titolo, dunque, si tratta della parodia di I Masnadieri, celebre dramma di Friedrich Schiller, da lui realizzato nel 1782. I protagonisti, infatti, indossano inizialmente sontuosi abiti ottocenteschi. Un uomo anziano – il Conte Maximilian von Moor – si lamenta per i suoi numerosi acciacchi. I suoi figli si chiedono come possano aiutarlo a star meglio. Una di loro, a un certo punto, ha però un’idea: perché non andare alle terme dell’Amalienbad? Ed ecco che i tre, finalmente, raggiungono tale località. Inizialmente è molto difficile accompagnare il vecchio Moor per le scale, ma poi, dopo i vari trattamenti, ecco che il nostro protagonista diventa decisamente arzillo e sorridente e, nel tornare a casa, getta addirittura via le sue stampelle.

Una storia semplice, dunque, per un piccolo cortometraggio che ci trasmette un messaggio ben preciso. Già, perché, di fatto, Schillers Räuber fa parte di quell’affascinante serie di pubblicità realizzate da Eng in cui si possono notare molte delle caratteristiche che hanno immediatamente reso leggendario il suo modo di fare cinema.

Celebri, ormai, sono infatti i cosiddetti tipi viennesi, personaggi caricaturistici ideati a loro tempo da Eng che, ognuno a modo proprio, stavano a sottolineare caratteristiche e “difetti” dei viennesi. E anche se in questo Schillers Räuber, come già menzionato, non sono presenti scene d’animazione, ecco che la tipica ironia e l’arguto sarcasmo di Peter Eng fanno costantemente da protagonisti assoluti.

In poco più di due minuti, dunque, ecco che tutte le potenzialità di un luogo come la grande piscina Amalienbad ci vengono presentate attraverso una storiella sì estremamente semplice, ma anche piacevole e divertente. In Schillers Rauber, questa volta, Peter Eng non ha criticato niente e nessuno. E nel presentarci una delle più grandi novità viennesi dell’epoca ha allo stesso tempo dato vita a un piccolo e prezioso gioiello della storia del cinema austriaco. Peccato soltanto che, al giorno d’oggi, siano troppo pochi i suoi lavori arrivati a noi.

Titolo originale: Schillers Räuber
Regia: Peter Eng
Paese/anno: Austria / 1926
Durata: 2’
Genere: commedia
Sceneggiatura: Peter Eng
Fotografia: Peter Eng
Produzione: Amalienbad

Info: la scheda di Schillers Räuber su iMDb; la scheda di Schillers Räuber su mediawien-film.at