In Instructions for a Light and Sound Machine, ancora una volta il protagonista è il nostro amato cinema. Peter Tscherkassky ci ha mostrato come grandi classici della storia del cinema possano assumere, a seconda di chi decida di manipolarli a proprio piacimento, ogni volta significati totalmente diversi. Al Festival di Cannes 2005, Quinzaine des Réalisateurs.
In On the Main Square, at the Forest’s Edge troviamo immagini di uno, di tanti mondi in cui il tempo sembra essersi fermato per sempre. Immagini di momenti condivisi non soltanto dagli adolescenti protagonisti, ma anche dai loro stessi genitori che proprio come loro, alla loro età, erano soliti trascorrere il loro tempo libero sulle panchine della piazza del loro paese ad aspettare che qualcosa potesse accadere. O anche a non aspettare nulla.
I Dormienti punta tutto su una sottile ambiguità, che ben rappresenta le percezioni e le paranoie che in molti hanno sperimentato in seguito all’attentato alle Torri Gemelle. Benjamin Heisenberg sa bene cosa vuole trasmettere allo spettatore e, in questo caso, lo ha fatto regalandoci un lungometraggio sottile e intelligente.
Ognuno di noi ha qualcosa da nascondere. Michael Haneke lo sa bene. E sa anche che determinati segreti e colpe del passato possono avere anche nel presente una forte, fortissima risonanza. In Niente da nascondere, dunque, il passato del protagonista torna nel più subdolo dei modi.
Alla Mostra del Cinema di Venezia 2022 con il loro documentario Vera, Tizza Covi e Rainer Frimmel ci hanno regalato nel corso degli anni dei veri e propri gioielli. Uno di questi è Babooska, in cui la realtà ci viene mostrata così com’è, senza filtro alcuno, rivelandosi nella sua normale semplicità più poetica ed evocativa che mai.
Un film, il presente You bet your Life, che punta tutto sull’interiorità del suo protagonista e che, dunque, vede una regia adattarsi allo stesso, con frequente uso di macchina a spalla e un montaggio frenetico atto a indicarci le sue inquietudini interiori.