Genere: horror

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FEAR

In Fear, un approccio registico realista e fortemente innovativo in cui i dialoghi sono davvero pochi ed essenziali, ben si lega a scene splatter che tanto ricordano il cinema horror italiano degli anni Ottanta, ma che qui trovano comunque un proprio compimento, rivelando una forte, ben marcata personalità. Alla Viennale 2023, all’interno della retrospettiva Keine Angst del Filmarchiv Austria.

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OUTER SPACE

In Outer Space Peter Tscherkassky ci ha dimostrato nuovamente come il cinema stesso possa assumere ogni volta connotazioni diverse, come un film, attraverso un sapiente montaggio, possa diventare un’opera del tutto nuova, come sia facile plasmare immagini preesistenti a proprio piacimento. E così, dunque, questa sua opera si rivela immediatamente un film fortemente provocatorio, quasi dissacrante nei confronti della settima arte stessa.

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SMOTHER

Smother non ha nulla da invidiare a quanto realizzato in passato nell’ambito del cinema horror e pur facendo di visioni, allucinazioni e percezioni il proprio cavallo di battaglia, si concentra prevalentemente sul dramma personale della protagonista, classificandosi come un profondo e mai banale lungometraggio sulla genitorialità. Alla Diagonale’23.

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MASKING THRESHOLD

Masking Threshold è il film che non ci si aspetta. Un film dalla forma ibrida, che in seguito a un iniziale approccio documentaristico assume pian piano le connotazioni di un horror in un crescendo di tensione e comicità. Johannes Grenzfurthner ha attinto a piene mani dai moderni linguaggi dei social media e, nello specifico, da Youtube. Il suo Masking Threshold diviene, così, al contempo, una profonda, semiseria riflessione sul mondo in cui viviamo e sulla società. Alla Diagonale’22.

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BIEST

Biest è stato realizzato con un budget molto basso. Eppure, nonostante ciò, Stefan Müller è riuscito a mettere in scena un piccolo lungometraggio complessivamente dignitoso, seppur con qualche ingenuità di fondo.