Die Wirtin von Maria Wörth rientra appieno nei canoni degli Heimatfilm, che continuavano a essere le pellicole predilette dalle maggiori case di produzione nazionali. E così, questo lungometraggio di Eduard von Borsody ci racconta per immagini di una storia d’amore a carattere musicale, che al dramma preferisce la formula della commedia degli equivoci.
4° Fanteria è un pilastro del cinema nostalgico austriaco, capace di trasformare la storia in un’operetta ritmata e visivamente affascinante, in grado di far divertire e far evadere dalla realtà allo stesso tempo.
In Die junge Stadt ci vengono mostrate tutte le importanti innovazioni dedicate ai bambini realizzate nella città di Vienna negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato sul canale Filmarchiv On.
Se teniamo in considerazione il fatto che Vienna Vienna è stato realizzato verso la fine degli anni Cinquanta, quando ormai da tempo si cercava di portare la filmografia nazionale verso altre direzioni, ci rendiamo conto di come esso possa essere considerato un film “nostalgico”. Willi Forst ha voluto realizzare qui un sincero omaggio alla sua città, ma anche a un’epoca essenziale per la storia del cinema austriaco. Restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato sul canale Filmarchiv On.
Con On these Evenings ormai era chiaro quale direzione si volesse prendere nel cinema austriaco. La voglia di sperimentare era sempre più forte. Il desiderio di lasciarsi alle spalle un passato un po’ troppo “ingombrante” anche. Restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato sul canale Filmarchiv On.
Das Mädchen vom Pfarrhof è stato spesso criticato dalla stampa, in quanto film “poco coraggioso”, che troppo poco si distanziava dai canoni degli Heimatfilm dell’epoca. Eppure, nonostante tutto, questo lungometraggio di Alfred Lehner nel complesso funziona.
In The Priest and the Girl, Gustav Ucicky non ha avuto paura di trattare temi piuttosto delicati. Eppure, il film è stato realizzato alla fine degli anni Cinquanta, quando, nel momento in cui si voleva mettere in scena una storia del genere, i vincoli “esterni” erano davvero parecchi.
Sebbene complessivamente gradevole nella messa in scena, Scandal in Bad Ischl risulta, oggi, piuttosto anacronistico. Ciò che resta è l’immagine di un’epoca e di una società a volte troppo chiusa e spesso buffa, in un’ora e mezza tutto sommato piacevole.
La Ragazza del Danubio è un lungometraggio allegro, frizzante e – anche in senso metaforico – meravigliosamente colorato. Primo film a colori della storia del cinema austriaco.
Loving Couples è un perfetto esempio di commedia austriaca degli anni Cinquanta, ricca di canzoni spensierate e situazioni ingarbugliate che, in un modo o nell’altro, sa far sorridere con battute divertenti, che, si sa, non passeranno mai di moda.