Categoria: Anni ’50

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LA FAMIGLIA TRAPP IN AMERICA

Rispetto a La Famiglia Trapp si ha quasi l’impressione che La Famiglia Trapp in America viaggi quasi con il pilota automatico. Ciò che ha avuto successo nel primo film viene qui riproposto quasi fedelmente. La musica emoziona, ma non quanto dovrebbe e, allo stesso modo, i numerosi flashback che rimandano al lungometraggio del 1956 risultano eccessivamente posticci.

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LA FAMIGLIA TRAPP

La Famiglia Trapp, pur soffrendo a causa di un remake eccessivamente famoso, spettacolare e quasi “ingombrante”, presenta indubbiamente una personalità ben definita. E pur avendo – come è naturale che sia – molte somiglianze con Tutti insieme appassionatamente (soprattutto per quanto riguarda alcuni dialoghi) si rivela un piccolo gioiello da scoprire.

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DONAUBALLADE

Sono poetiche immagini di turisti intenti a chiacchierare e a prendere il sole a bordo di un’imbarcazione, enormi distese di verde, abitanti di villaggi impegnati nelle loro attività quotidiane e – non per ultima – una curata fotografia dai colori pastello il vero marchio di fabbrica dell’intero Donauballade, così come della maggior parte dei documentari del genere prodotti in questi anni.

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MINDERJÄRIGE KLAGEN AN

Minderjärige klagen an, pur mantenendo, in parte, gli intenti originari dell’ottimo Asphalt di Harald Röbbeling (trattandosi, di fatto, di una sua rielaborazione molto più “edulcorata”) risulta assai più debole, assai meno incisivo dell’originale e decisamente maldestro e traballante, con tanto di cornice che ci appare quasi posticcia, al punto da renderlo complessivamente poco credibile.

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ASPHALT

Asphalt prende spunto da alcune storie realmente accadute e si avvale di una messa in scena che ricorda da vicino proprio il Neorealismo. E così, ne è venuto fuori un film suddiviso in cinque episodi, incredibilmente razionale nella sua irrazionalità. Un film che si schiera apertamente contro la guerra e che – sebbene quest’ultima sia ormai finita da molti anni – punta il dito direttamente contro una società ipocrita e perbenista.

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FOLLIE NEL MONDO

Follie nel Mondo, di fianco a una sceneggiatura piuttosto semplice e lineare, vede una messa in scena sì di impostazione prevalentemente teatrale, ma anche estremamente spettacolare, colorata e vivace, all’interno della quale eleganti figure si muovono davanti alla macchina da presa, per una serie di curate coreografie che riescono a creare un’equilibrata commistione di danza moderna e valzer viennese.

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VIENNESE GIRLS

Nel corale Viennese Girls, il regista, pittore e fotografo Kurt Steinwendner – talmente affascinato dal nostro Neorealismo da ispirarsi in tutto e per tutto a esso – traccia un affresco di una Vienna che a fatica si sta risollevando dalla Seconda Guerra Mondiale, all’interno della quale ciò che sembra più difficile è riuscire ad arrivare a fine mese, per una precarietà del lavoro che si unisce tristemente alle disumane condizioni dei lavoratori stessi.