Genere: commedia

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POPPITZ

Poppitz è esilarante, irriverente, non ha paura di mettere in mostra abitudini e difetti della classe altoborghese e, nel raccontarci le disavventure del povero Gerry, traccia un esaustivo affresco della società contemporanea. Una società superficiale che si preoccupa soltanto di “apparire” e che vede nel lusso la soluzione a ogni qualsivoglia problema.

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DREI HERREN

Surreale, bizzarro, ma anche tenero e piuttosto naïf, Drei Herren non è certamente un lungometraggio perfetto. Eppure, nonostante tutto, man mano che ci si avvicina al finale, ogni personaggio si rivela molto più complesso e ricco di sfaccettature di quanto inizialmente potesse sembrare.

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EPISODIO

Episodio si distingue innanzitutto per una messa in scena particolarmente elegante. Una grazia stilistica che si rivela perfettamente in linea con una storia garbata, ma coraggiosa allo stesso tempo, che lascia immediatamente intuire la lungimiranza dello stesso Walter Reisch. Coppa Volpi per Paula Wessely alla Mostra del Cinema di Venezia 1935.

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THE WASHING MACHINE

L’appartamento in cui vivono i due protagonisti è la scenografia perfetta. Un ambiente piccolo, a volte angusto. L’ambiente ideale per ogni tipo di paranoia. Il silenzio nella casa, la notte, le luci soffuse fanno il resto. E il regista in The Washing Machine ha dimostrato soprattutto di saper gestire gli spazi e di saper trasmettere alla perfezione – grazie anche a un ottimo cast – le giuste emozioni. Vincitore dell’Österreichischer Filmpreis 2021 al Miglior Cortometraggio.

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LIFE ETERNAL

Nessuno è realmente innocente in Life eternal. E così come vengono a galla antiche colpe risalenti al passato, pian piano si scopre anche che chi inizialmente avevamo considerato come un personaggio del tutto negativo, in fondo in fondo ha anche un lato tenero e affettuoso.

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LA RAPINA

Nessuno è realmente innocente o del tutto colpevole, in La Rapina. O, meglio ancora, ognuno dei tre personaggi è vittima e carnefice allo stesso tempo. E questo lungometraggio di Florian Flicker si distingue innanzitutto per un buon lavoro di scrittura, grazie al quale momenti di tensione si alternano sapientemente a scene ben più leggere.

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AUFSCHNEIDER

Se il presente Aufschneider si distingue immediatamente per una scrittura e un approccio registico prettamente televisivi, tutto scorre in modo complessivamente lineare. Ogni singolo evento, ogni singola storia dei personaggi sono in qualche modo collegati tra loro. Spesso e volentieri, però, anche in modo eccessivamente prevedibile.

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ME AND THE OTHERS

Le bizzarre situazioni messe in scena da David Schalko nella serie Me and the Others si presentano inizialmente come un puro divertissement: non sappiamo il motivo per cui il protagonista abbia la possibilità di esprimere questi desideri né tantomeno siamo a conoscenza di chi è in grado di rendere i suoi sogni reali. Poi, lentamente, la musica cambia. Alla Berlinale 2021.