Il Miracolo della Carinzia ha tutto l’aspetto di un thriller ricco di adrenalina, ma anche di un importante dramma umano in cui nessuno è realmente innocente, ma in cui solo il coraggio e la perseveranza possono realmente salvare delle vite.
Vatertag è una commedia tutto sommato divertente che, nonostante qualche imperfezione e risvolti di sceneggiatura a volte eccessivamente prevedibili, si distingue comunque per un buon ritmo e per una storia gradevole.
Con Welcome Home Baby, Andreas Prochaska ha realizzato un lungometraggio molto più complesso, stratificato e simbolico di quanto inizialmente possa sembrare, senza paura di osare e di sperimentare. Alla Berlinale 2025, sezione Panorama.
Das Schweigen der Esel, pur vantando un andamento narrativo carico di tensione, ulteriormente valorizzato da un raffinato montaggio alternato, non disdegna anche un tocco di gradita ironia tipicamente austriaca, oltre, naturalmente, a numerosi riferimenti a lungometraggi del passato, così come a classici della letteratura.
The unintentional Kidnapping of Mrs. Elfriede Ott, realizzato da Andreas Prochaska, è una divertente commedia ben scritta che fa dei giochi di parole e della prossemica il suo punto di forza, dando vita a una comicità d’altri tempi.
Il Tabaccaio di Vienna è indubbiamente un lungometraggio accattivante, ma si perde per i numerosi sentieri che ha deciso di percorrere, perdendo a sua volta di carattere. E nemmeno la partecipazione di Bruno Ganz o un cameo della grande Erni Mangold possono fare molto.
Pur trattandosi di un’opera prima, Eismayer denota innanzitutto una grande maturità registica e una mai scontata capacità di indagare nell’animo umano, riuscendo a cogliere ogni più sottile sfumatura delle personalità dei protagonisti. Alla 79° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, sezione Settimana della Critica.
Man kann nicht alles haben è una divertente, ma spesso troppo prevedibile commedia degli equivoci. Michael Kreihsl, dal canto suo, proprio come previsto dalla serie della ORF, ha reso la bellissima città di Graz un’ulteriore protagonista, spettatrice di tanti intrighi, ma anche di tenere storie d’amore.
Disincantato, razionale e satirico al punto giusto – con anche un tocco di velata ironia al proprio interno – Lourdes, puntando il dito contro una società ipocrita e perbenista, che altro non fa che vivere di illusioni, ci mostra una realtà ben lungi da come la immaginiamo.
Il tema del mutamento climatico è, da ormai diversi anni, diventato una questione piuttosto urgente. E il cinema, dal canto suo, cosa fa? Grande testimone dei nostri tempi, anche la settima arte ha spesso e volentieri detto la sua in merito. Un esempio è rappresentato dal lungometraggio Ghiacciaio di Sangue – realizzato da Marvin Kren nel 2013 – rilettura/omaggio al ben più noto La Cosa di John Carpenter nel 1982. Un’operazione, la presente, tuttavia molto rischiosa.