4° FANTERIA
4° Fanteria è un pilastro del cinema nostalgico austriaco, capace di trasformare la storia in un’operetta ritmata e visivamente affascinante, in grado di far divertire e far evadere dalla realtà allo stesso tempo.
4° Fanteria è un pilastro del cinema nostalgico austriaco, capace di trasformare la storia in un’operetta ritmata e visivamente affascinante, in grado di far divertire e far evadere dalla realtà allo stesso tempo.
Con Il Processo, presentato in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 1948, il grande Georg Wilhelm Pabst venne premiato per la Miglior Regia e l’attore Ernst Deutsch si aggiudicò la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Maschile.
Un incontro inaspettato, una falsa identità, una serie di equivoci che danno il via alle più impensabili situazioni. Nel caso di Il Congresso si diverte, Franz Antel ha tentato di percorrere una strada sicura mettendo in scena un successo del passato, pur rivelando poco coraggio nel reinventare e nel reinventarsi.
Solito conferire ai suoi personaggi un tocco particolarmente buffo e divertente, Josef Meinrad era in realtà perfettamente in grado di cambiare registro a seconda delle situazioni. E ripensando al fatto che egli, inizialmente, sarebbe dovuto diventare prete, è interessante notare come, nel corso della sua carriera, l’attore, di fatto, impersonò il ruolo del prete ben ventuno volte.
Rispetto a La Famiglia Trapp si ha quasi l’impressione che La Famiglia Trapp in America viaggi quasi con il pilota automatico. Ciò che ha avuto successo nel primo film viene qui riproposto quasi fedelmente. La musica emoziona, ma non quanto dovrebbe e, allo stesso modo, i numerosi flashback che rimandano al lungometraggio del 1956 risultano eccessivamente posticci.
La Famiglia Trapp, pur soffrendo a causa di un remake eccessivamente famoso, spettacolare e quasi “ingombrante”, presenta indubbiamente una personalità ben definita. E pur avendo – come è naturale che sia – molte somiglianze con Tutti insieme appassionatamente (soprattutto per quanto riguarda alcuni dialoghi) si rivela un piccolo gioiello da scoprire.
Eva – Confidenze di una Minorenne – realizzato da Rolf Thiele nel 1959,nonché ultima pellicola girata in Austria da Romy Schneider – ha tutto il sapore di una commedia à la Vincente Minnelli, à la Robert Wise o addirittura à la George Cuckor.
Non stupisce il fatto che un lungometraggio come 1° aprile 2000 (gustosa satira fantapolitica per la regia di Wolfgang Liebeneiner) sia stato realizzato proprio nel 1952, sette anni dopo la fine del conflitto mondiale e soltanto tre anni prima del Trattato di Stato Austriaco con cui, tra l’altro, veniva ufficialmente proclamata la neutralità della nazione stessa.
Terzo capitolo della fortunata saga diretta da Ernst Marischka, Sissi – Destino di un’Imperatrice mostra ancor meno mordente del già di per sé poco convincente Sissi, la giovane Imperatrice. Ricalcando passo passo la struttura dei precedenti lavori, il presente ci appare quasi come un film di transizione, soprattutto se pensiamo al fatto che gli sarebbe dovuto seguire un quarto lungometraggio della saga – alla cui lavorazione fu la stessa Romy Schneider a opporsi fortemente.
In Sissi, la giovane Imperatrice sin da subito risalta in modo evidente la difficoltà a decollare dell’intero lungometraggio, come se, vivendo impunemente di rendita grazie al precedente lavoro, lo stesso Ernst Marischka faticasse non poco a riprendere il filo di un discorso interrotto in precedenza in un momento in cui un seguito non era nemmeno tanto necessario.