AUFPUTZT IS’
Aufputzt is’ è un film reso ancora più ricco e stratificato da un ottimo cast e da espedienti che ci fanno immediatamente ripensare a un altro grande cult natalizio nella storia del cinema austriaco: Single Bells.
Aufputzt is’ è un film reso ancora più ricco e stratificato da un ottimo cast e da espedienti che ci fanno immediatamente ripensare a un altro grande cult natalizio nella storia del cinema austriaco: Single Bells.
Soldier Monika è il documentario che non ci aspettiamo, un’opera vivace, pulsante e incredibilmente sorprendente, che potrebbe essere paragonata quasi a un giro sulle montagne russe e che vede nel suo maggiore punto di forza una riuscita (e gradita) commistione tra documentario, teatro e animazione. Alla Diagonale 2025.
In Happy, la macchina da presa di Sandeep Kumar segue costantemente il suo protagonista ricordandoci il grande cinema neorealista. Alla Diagonale 2025.
In Operation White Christmas, riuscite scene d’azione e un buon ritmo che caratterizza l’intero lungometraggio dall’inizio alla fine intrattengono piacevolmente lo spettatore, offrendogli un’esperienza che raramente capita di vivere nell’ambito del cinema nazionale. Al K3 Film Festival 2023.
Replay è una frizzante commedia degli equivoci, un suggestivo e originale ritratto della Vienna notturna, ma anche il dramma personale di un uomo che sembra non aver ancora trovato il proprio posto nel mondo.
Poppitz è esilarante, irriverente, non ha paura di mettere in mostra abitudini e difetti della classe altoborghese e, nel raccontarci le disavventure del povero Gerry, traccia un esaustivo affresco della società contemporanea. Una società superficiale che si preoccupa soltanto di “apparire” e che vede nel lusso la soluzione a ogni qualsivoglia problema.
Nessuno è realmente innocente in Life eternal. E così come vengono a galla antiche colpe risalenti al passato, pian piano si scopre anche che chi inizialmente avevamo considerato come un personaggio del tutto negativo, in fondo in fondo ha anche un lato tenero e affettuoso.
Nessuno è realmente innocente o del tutto colpevole, in La Rapina. O, meglio ancora, ognuno dei tre personaggi è vittima e carnefice allo stesso tempo. E questo lungometraggio di Florian Flicker si distingue innanzitutto per un buon lavoro di scrittura, grazie al quale momenti di tensione si alternano sapientemente a scene ben più leggere.
Ritmi serratissimi, un montaggio impeccabile, un’apparente routine quotidiana che apre il lungometraggio stanno immediatamente a darci l’idea di un film d’azione al cardiopalma, data anche – e soprattutto – la particolare ambientazione scelta dal regista. E, di fatto, di azione in Cops ce n’è quanta ne vogliamo. Eppure, il presente lungometraggio non è solo questo.
Muttertag – opera prima di Harald Sicheritz che, di fianco a una trama spesso eccessivamente frammentaria, vede al suo interno una caratterizzazione complessivamente buona della società altoborghese austriaca – è diventata, nel corso degli anni, un vero e proprio cult all’interno della cinematografia austriaca contemporanea.