Categoria: Anni 2010

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SEA OF SHADOWS

In Sea of Shadows – diretto da Richard Ladkani e prodotto da Leonardo Di Caprio – di fianco a momenti carichi di tensione, immagini di suggestivi fondali marini stanno, di quando in quando, a deliziare gli occhi dello spettatore. E ciò che vediamo sullo schermo è un vero e proprio paradiso naturale, a suo tempo denominato dall’esploratore e regista francese Jacques Cousteau “l’acquario del mondo”.

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LOVE MACHINE

Suddiviso principalmente in una serie di gag a volte un po’ troppo prevedibili e che scadono pericolosamente nel già visto, Love Machine risente parecchio di una sceneggiatura decisamente debole, i cui risvolti si possono già facilmente immaginare dopo pochi minuti dall’inizio del lungometraggio. Nonostante il carisma del bravo Thomas Stipsits nel ruolo del protagonista.

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BEAUTIFUL GIRL

Rapportarsi all’amore – e, soprattutto, capire il vero significato dello stesso – non è affatto facile per Charlie e i suoi amici. Stesso discorso vale per l’erotismo, da loro considerato quasi un antidoto alla noia, ma che, di fatto, pervade con una pulsante, implicita tensione l’intero Beautiful Girl.

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BOJO BEACH

Ciò che in Bojo Beach immediatamente colpisce è la straordinaria calma con cui i pescatori svolgono i loro compiti. I loro gesti, scanditi dai canti degli stessi, stanno a ricordare – soprattutto nel momento in cui sono intenti a tirare le reti sulla spiaggia – quasi una coreografia. E il rumore dell’acqua, dal canto suo, sta ancora di più a trasmetterci un senso di straordinaria calma, di un costante ripetersi degli eventi.

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WITH GOD’S GRACE

Una messa in scena, questa adottata in With God’s Grace, che non punta a un’estetica eccessivamente marcata o elaborata, ma che – in un lungo viaggio dal Gambia all’Italia, fino ad arrivare, anche soltanto virtualmente, a Düsseldorf – punta sostanzialmente all’essenziale, per una riuscita forma di cinema del reale che, attraverso la storia di un singolo personaggio, ci racconta, in realtà, la storia di migliaia e migliaia di persone.

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LONELY TOGETHER

Ricorda molto i film della Nouvelle Vague, questo piccolo e tenero Lonely together. Allo stesso modo, i dialoghi, apparentemente superficiali, acquistano pian piano una complessa profondità che, unita a una meticolosa indagine introspettiva dei personaggi, vede la messa in scena di un momento drammatico raccontata in modo lieve, garbato, con anche graditi espedienti comici.

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DIE REVOLUTION FRISST IHRE KINDER

Die Revolution frisst ihre Kinder ci racconta un importante capitolo della storia del Burkina Faso con l’insolita forma del mockumentary, per un lavoro assai complesso e stratificato in cui arte e politica si intrecciano in continuazione, fondendosi inevitabilmente l’una con l’altra, senza lasciare allo spettatore il tempo di rendersi conto di dove finisca la messa in scena e dove inizi la realtà.