Categoria: Anni 2010

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LIFE ETERNAL

Nessuno è realmente innocente in Life eternal. E così come vengono a galla antiche colpe risalenti al passato, pian piano si scopre anche che chi inizialmente avevamo considerato come un personaggio del tutto negativo, in fondo in fondo ha anche un lato tenero e affettuoso.

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AUFSCHNEIDER

Se il presente Aufschneider si distingue immediatamente per una scrittura e un approccio registico prettamente televisivi, tutto scorre in modo complessivamente lineare. Ogni singolo evento, ogni singola storia dei personaggi sono in qualche modo collegati tra loro. Spesso e volentieri, però, anche in modo eccessivamente prevedibile.

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COPS

Ritmi serratissimi, un montaggio impeccabile, un’apparente routine quotidiana che apre il lungometraggio stanno immediatamente a darci l’idea di un film d’azione al cardiopalma, data anche – e soprattutto – la particolare ambientazione scelta dal regista. E, di fatto, di azione in Cops ce n’è quanta ne vogliamo. Eppure, il presente lungometraggio non è solo questo.

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THE STORY OF TECHNOVIKING

The Story of Technoviking si concentra sì sul mitico personaggio protagonista di un video diventato virale già da diversi anni, ma, al contempo, indaga a fondo sul fenomeno odierno dei social media, su quanto gli stessi influiscano sulle nostre vite e su come – spesso e volentieri anche inconsapevolmente – sia semplice, oggi, diventare “famosi”.

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ONCE WERE REBELS

Once were Rebels si presenta immediatamente come un lungometraggio ambivalente. Se, infatti, da un lato, i toni della commedia e del paradosso imperano per quasi tutta la durata del film, ecco che ben presto ne viene fuori un’analisi sui rapporti d’amore e famigliari, nonché sulle condizioni di vita di alcuni rifugiati provenienti dalla Russia, ricercati unicamente per aver tentato di difendere la propria libertà.

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DER FOTOGRAF VON DER KAMERA

Fotografia e cinema del reale nella sua accezione più pura diventano, dunque, le colonne portanti del presente Der Fotograf von der Kamera. E ancora una volta, l’inconfondibile approccio registico di Tizza Covi e Rainer Frimmel, fatto di momenti di osservazione e discreto pedinamento, è riuscito a farci sentire parte di un mondo che fino a poco tempo prima conoscevamo solo sommariamente.

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SUPEREGOS

Quello a cui assistiamo in Superegos è un vero e proprio crescendo. Di emozioni e di situazioni estreme. E il lungometraggio – che si basa soprattutto sulle ottime performance di André Wilms e di Georg Friedrich – non perde di credibilità, ma, al contrario, forte di uno script che non ha particolari pretese se non quelle di ridere su ciò che ha reso “celebri” nazioni come l’Austria e la Germania, riesce a mantenere un buon ritmo per tutta la sua durata. Persino quando il finale sembra un po’ troppo frettoloso.