Genere: coming-of-age

talea-2013-mueckstein-recensione

TALEA

Sono corpi che danzano leggeri e finalmente liberi, così come primi piani di volti sofferenti o di giovani adolescenti intente a seguire una lezione di nuoto a caratterizzare per gran parte della sua durata il presente Talea. E la macchina da presa di Katharina Mückstein sa perfettamente come caratterizzarli al meglio, rendendoli, sullo schermo, incredibilmente vivi e pulsanti.

lovely-rita-2001-hausner-recensione

LOVELY RITA

L’immagine finale del cortometraggio Flora – con la protagonista che corre verso una meta sconosciuta – segna ancora di più i parallelismi con il presente Lovely Rita. Qui, tuttavia, ogni cosa è portata all’estremo, tutto è molto più crudo, molto più vero. E la speranza di un futuro migliore, che traspariva al termine della visione del precedente cortometraggio, sembra, ormai, soltanto un vago ricordo.

g-girls-gracie-2015-jirkuff-recensione

G_girls.Gracie

G_girls.Gracie è un vero e proprio piacere per gli occhi. Le animazioni, magnetiche, ci fanno immediatamente sentire parte della vita della protagonista, diventando, a nostro modo, suoi confidenti. E, non per ultima, a essere trattata alla stregua di un vero e proprio personaggio: la città. Una città le cui forme severe e spigolose e i suoi colori cupi stridono con la fragilità di Gracie.

chalet-girl-2011-traill-recensione

CHALET GIRL

A poco serve l’indubbio carisma di Felicity Jones. A poco servono riusciti siparietti comici messi in scena da Bernhardt, custode dello chalet impersonato dall’austriaco Gregor Bloéb: Chalet Girl di Phil Traill – frutto di una coproduzione tra Gran Bretagna, Germania e Austria – è, purtroppo, una commediola piatta e priva di mordente, che vede al proprio interno risvolti alquanto prevedibili e talvolta anche forzati.

flora-1995-hausner-recensione

FLORA

Con Flora, Jessica Hausner – analogamente ha quanto ha fatto un paio d’anni più tardi la collega Barbara Albert in Sunspots – ha iniziato il suo percorso nel mondo della settima arte con un interessante coming-of-age, in cui già si potevano notare alcune caratteristiche basilari di quello che sarebbe diventato il suo particolare approccio registico.

breathing-2011-atmen-markovics-recensione

BREATHING

Come lo stesso titolo sta a suggerire, in Breathing, opera prima di Karl Markovics, l’aria è, dopo l’acqua, il secondo elemento centrale all’interno del presente lavoro. Costretto in un mondo poco consono alla sua età e che non sembra affatto appartenergli, Roman si sente soffocare e, pur non avendo le branchie, paradossalmente è proprio sott’acqua che riesce a respirare davvero, trovando una propria, insolita dimensione.

how-i-taught-myself-to-be-a-child-2019-wie-ich-lernte-bei-mir-selbst-kind-zu-sein-henning-recensione

HOW I TAUGHT MYSELF TO BE A CHILD

How I taught myself to be a child, per la regia di Rupert Henning, è un film che spesso vacilla, che tende a girare a vuoto a causa dei molteplici snodi narrativi al proprio interno, che va sovente sopra le righe. Eppure, a tutto ciò, si aggiungono una vitalità e una freschezza rappresentate ottimamente dal giovane, vivace e straordinariamente posato allo stesso tempo Valentin Hagg nel ruolo del protagonista. Vero e proprio valore aggiunto all’intero lavoro.

nevrland-2019-schmidinger-recensione

NEVRLAND

La scoperta della propria omosessualità e, parallelamente, la progressiva conoscenza del proprio corpo, sono grandi protagoniste di Nevrland, in cui Gregor Schmidinger ha optato per una messa in scena del tutto anticonvenzionale e a tratti fortemente sperimentale.