ida-jenbach-biografia-biografie-biography-cinema-austriaco

IDA JENBACH – UNA PENNA DI TALENTO

      Commenti disabilitati su IDA JENBACH – UNA PENNA DI TALENTO

This post is also available in: Deutsch (Tedesco) English (Inglese)

Ida Jenbach ha prestato nel corso della sua vita un contributo essenziale al cinema austriaco e tedesco, sceneggiando ora drammi, ora divertenti commedie, ora addirittura film divenuti per vari motivi delle vere e proprie pietre miliari in Austria (e non solo).

Una vita per l’Arte

Quando pensiamo ad alcune donne che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo e alla diffusione del cinema in Austria già pochi anni dopo l’invenzione del cinematografo, ci viene immediatamente in mente la regista e produttrice cinematografica Louise Kolm-Fleck, vera e propria pioniera del cinema austriaco che ebbe modo, nel corso della sua carriera, di realizzare alcuni dei più importanti drammi dell’epoca, trovandosi a lavorare anche in Germania. In pochi, tuttavia, ricordano oggi il nome di Ida Jenbach, dal momento che nel corso degli anni è stato scritto davvero poco su di lei (basti pensare che oggi non si riesce a trovare nemmeno una sua fotografia, e che la foto di questo articolo è una foto di gruppo di tutto il team della Wiener Kunstfilm, di cui la stessa Jenbach fece parte per molti anni).

Ad ogni modo, la nostra Ida Jenbach ha prestato nel corso della sua vita un contributo essenziale al cinema austriaco e tedesco, avendo lavorato principalmente come sceneggiatrice proprio per la casa di produzione di Louise Kolm-Fleck (la Wiener Kunstfilm, appunto), e sceneggiando ora drammi, ora divertenti commedie, ora, come vedremo a breve, film divenuti per vari motivi delle vere e proprie pietre miliari in Austria (e non solo).

Non v’è una data certa che attesti la nascita di Ida Jenbach. Secondo alcune fonti, infatti, ella nacque il 4 giugno, secondo altre, invece, il 16 giugno del 1868 a Miskolc, in Ungheria, all’epoca facente parte dell’Impero Austro-ungarico. Ad ogni modo, la giovane Ida mostrò fin da subito uno spiccato interesse per il mondo dell’arte, studiando recitazione presso il Conservatorium der Gesellschaft der Musikfreunde di Vienna, e iniziando dapprima a esibirsi a Mannheim, per poi arrivare a Vienna, a Monaco, a Salisburgo e a Kronstadt, lavorando, al contempo, anche come giornalista e critico cinematografico (un’attività, questa, che mantenne per molti anni).

Già dagli anni Dieci, dunque, Ida Jenbach iniziò a lavorare come sceneggiatrice presso la Wiener Kunstfilm, ma inizialmente non venne nemmeno accreditata nei primi film da lei sceneggiati. Soltanto con il passare del tempo il suo lavoro iniziò a essere ufficialmente riconosciuto, e la donna iniziò a farsi notare anche a livello internazionale grazie a lungometraggi come Die Geisel der Menschheit (Louise Kolm-Fleck e Jakob Fleck, 1918), Else of Erlenhof (Fritz Kortner, 1919), Oh, Dear Augustine (Hans Karl Breslauer, 1922) e Opera Ball (Max Neufeld, 1931).

Se, però, ci sono due film in particolare scritti da Ida Jenbach che fecero parecchio parlare di sé, questi sono Der Pfarrer von Kirchfeld (diretto anch’esso da Louise Kolm-Fleck e Jakob Fleck nel 1926 e tratto dall’omonimo romanzo di Ludwig Anzengruber), dove si attaccavano alcune regole del cattolicesimo, tra cui il celibato ecclesiastico e il divieto di celebrare i funerali per i suicidi, e, naturalmente, The City without Jews, diretto da Hans Karl Breslauer nel 1924 e tratto dall’omonimo romanzo di Hugo Bettauer. Nel mettere in scena, infatti, questa satira distopica in cui tutti gli ebrei venivano cacciati dalla città, in molti riconobbero dei chiari riferimenti alle teorie di Adolf Hitler, e ciò provocò numerose proteste durante le prime proiezioni del film, fino addirittura all’omicidio di Hugo Bettauer avvenuto il 10 marzo 1925 da parte di Otto Rothstock, un odontotecnico ex membro del partito nazionalsocialista.

Nonostante molti dei lavori di Ida Jenbach siano stato ampiamente riconosciuti e apprezzati, non ci sono prove certe riguardanti alcuni suoi possibili lavori da regista. A tal proposito, però, vi sono alcuni lungometraggi da lei sceneggiati la cui stessa regia non è certa, e che, potrebbero essere stati girati proprio da lei. Uno di questi, ad esempio, è Der Schmuck der Herzogin, che Jenbach scrisse (e forse anche diresse) insieme a Edmund Porges nel 1916. Ma anche se, di fatto, lei non avesse diretto nulla nel corso della sua carriera, non possiamo non riconoscere il suo grande impegno per tutelare proprio i diritti d’autore e il lavoro degli impiegati nell’industria cinematografica. Fu proprio Ida Jenbach, infatti, insieme al pioniere del cinema Heinz Hanus e all’impresario teatrale Alfons Bolz-Feigl, a fondare nel 1922, con tali finalità, la Vereinigung aller am Filmschaffenden Österreichs – oggi conosciuta come Österreichischer Dachverband der Filmschaffenden.

Come, tuttavia, il lungometraggio di Breslauer (e prima di lui il romanzo di Bettauer) tristemente profetizzò, ben presto il partito Nazionalsocialista divenne sempre più potente e la vita per chi, come la nostra Ida Jenbach, era di origini ebraiche non divenne affatto facile. A partire dal 1938, ossia dopo l’Anschluss, Jenbach, infatti, non poté più lavorare, e nel 1941 fu deportata nel Ghetto di Minsk, dove probabilmente morì prima del 1943, anno in cui il ghetto fu liquidato. Anche sulla sua morte, però, non vi sono informazioni certe.

Il mondo intero, dunque, sembra essersi quasi del tutto dimenticato di questa versatile artista che tanto ha saputo arricchire il cinema nazionale, interessandosi anche alla tutela di chi, proprio come lei, aveva dedicato la sua intera vita al mondo della settima arte. La storia non è stata generosa con la nostra Ida Jenbach. Eppure, i numerosi lungometraggi e le opere teatrali da lei scritti hanno indubbiamente contribuito a renderla meritatamente immortale.

Info: la scheda di Ida Jenbach su iMDb