Four Minus Three di Adrian Goiginger è un lungometraggio fatto di sguardi, di gesti, di celebrazioni, di oggetti e vecchi video che riportano alla mente ricordi dolorosi e meravigliosi allo stesso tempo. Alla Berlinale 2026, sezione Panorama.
Con questo interessante The Migrumpies Arman T. Riahi ha voluto innanzitutto fornirci interessanti spunti di riflessione attraverso una storia estremamente attuale e universale. Alla rassegna CinemAUSTRIA.
Veni vidi vici è a tutti gli effetti uno dei film (sia stilisticamente che semanticamente) più maturi di Daniel Hoesl e Julia Niemann. O, meglio ancora, una summa di ciò che fino a oggi è stato il loro cinema. Alla Diagonale 2024.
In Stella. A Life si dipana la trama, apparentemente semplice ma ricca di eventi, che è la vita di una delle tante persone solite denunciare ebrei, traditrice a più livelli, attraverso 40 anni di storia personale ma anche della Germania.
In Anna Fucking Molnar, Sabine Derflinger ha giocato principalmente con alcune costanti del suo cinema, rendendo questo suo film una commedia estremamente attuale e dalla spiccata impronta femminista.
Curatissimo e piuttosto originale nei costumi, con un ottimo cast e con location che sembrano quasi appartenere a dimensioni incantate, Sisi & I di Frauke Finsterwalder è decisamente la versione più “femminista” di tutti i lungometraggi dedicati a Elisabetta d’Austria. Alla Berlinale 2023.
In I Promise Wolfgang Murnberger si basa indubbiamente su molti cliché che riguardano non soltanto la vita militare, ma anche – e soprattutto – il sempre complicato passaggio dall’infanzia all’età adulta. Tali cliché, tuttavia, riescono a fotografare appieno i sentimenti dei giovani protagonisti, rendendo questo importante lungometraggio un’opera estremamente intima e intelligente.
The Royal Game è un viaggio senza fine tra il passato e il presente del suo protagonista. The Royal Game è un giro sulle montagne russe, il punto di incontro tra il mondo esterno e l’interiorità. Un’esperienza che, a volte, può fare davvero male.
Il Rapinatore si concentra principalmente sul complesso mondo interiore del suo protagonista, sul suo costante bisogno di scappare, sulla sua difficoltà a integrarsi nella società e a condurre una vita normale.
Le bizzarre situazioni messe in scena da David Schalko nella serie Me and the Others si presentano inizialmente come un puro divertissement: non sappiamo il motivo per cui il protagonista abbia la possibilità di esprimere questi desideri né tantomeno siamo a conoscenza di chi è in grado di rendere i suoi sogni reali. Poi, lentamente, la musica cambia. Alla Berlinale 2021.