Karl Hartl ha ben saputo rendere omaggio alla figura di Wolfgang Amadeus Mozart. Il suo Angeli senza Felicità – recentemente restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato al pubblico sul canale Filmarchiv On – ha la grande capacità di colpirci ancora oggi, a parecchi anni dalla sua realizzazione, con tutta la sua potenza visiva e comunicativa.
L’Amore secondo Kafka mette in scena una storia d’amore classica sotto molti punti di vista, focalizzandosi principalmente sui due protagonisti e sui loro sentimenti, ma “dimenticando”, così, di approfondire potenziali spunti che sarebbero potuti andare inevitabilmente ad arricchire il tutto.
L’immortale musica di Franz Schubert ci accompagna durante l’intera visione. Musica, ma anche pittura vanno a comporre un’opera, Schubert – A Stranger I came…, che si sviluppa simultaneamente su più livelli, accompagnandoci per mano in un lungo viaggio tra passato e presente che arriva fino ai giorni nostri.
Stefan Zweig: Farewell to Europe di Maria Schrader e con un grande Josef Hader è un biopic che rifiuta coscientemente ogni schema precostituito e che nella sua apparente semplicità si rivela ben presto molto più complesso e stratificato di quanto possa inizialmente sembrare.
Conflitti interiori, colpa, vergogna, paura contrapposte alla gioia della liberazione: in Persona non grata di Antonin Svoboda c’è tutto questo e non solo.
Sleeping with a Tiger di Anja Salomonowitz è un lungometraggio complesso e stratificato, estremamente ricco e raffinato. Un lungometraggio che non ha mai paura di esagerare. Proprio come a suo tempo ha fatto la nostra amata Maria Lassnig. Alla Berlinale 2024, sezione Forum.
Nonostante si tratti di un lungometraggio fortemente romanzato e con molte imperfezioni, tutto sommato Amanti imperiali di Rudolf Jugert funziona. E lo fa con una sceneggiatura decisamente semplice, che punta innanzitutto all’essenziale senza divagare e quasi del tutto priva di sottotrame. Tutto fa presagire un’imminente tragedia. Le ombre hanno la meglio sulle luci. Il volto ingenuo di Maria Vetsera parla da sé.
Realizzato e montato come se fosse un’ideale continuazione del suo lascito di artista, Klimt mette in scena una drammatica rappresentazione di alcuni episodi della vita del pittore, in una Vienna fortemente immaginifica e posticcia. Alla Viennale 2023, retrospettiva Raúl Ruiz.
Melodrammaticamente sentimentale, la versione romanzata e in bianco e nero della vita del compositore Franz Schubert in Angeli senza paradiso, opera prima di Willi Forst, è un’opera che incarna più che mai lo Zeitgeist romantico dell’Ottocento.
Prendendo ispirazione direttamente dai dipinti di Oskar Kokoschka, I’m Ok consiste in tante pennellate prevalentemente dalle tonalità dell’ocra, del rosso e del nero e in disegni bidimensionali dal carattere spiccatamente espressionista. L’arte e lo stile dell’artista fanno, dunque, da protagonisti assoluti, eppure, al contempo, Elizabeth Hobbs ha sapientemente evitato ogni retorica, conferendo a questo suo cortometraggio una propria, marcata personalità. Alla rassegna Sotto le Stelle dell’Austria 2023.