Karl Hartl ha ben saputo rendere omaggio alla figura di Wolfgang Amadeus Mozart. Il suo Angeli senza Felicità – recentemente restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato al pubblico sul canale Filmarchiv On – ha la grande capacità di colpirci ancora oggi, a parecchi anni dalla sua realizzazione, con tutta la sua potenza visiva e comunicativa.
Con Il Processo, presentato in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 1948, il grande Georg Wilhelm Pabst venne premiato per la Miglior Regia e l’attore Ernst Deutsch si aggiudicò la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Maschile.
A perfect Pair si distingue innanzitutto per la sottile ironia e autoironia che da sempre ha caratterizzato le opere di VALIE EXPORT. I protagonisti sembrano quasi delle caricature, ma, di fatto, ben si collocano all’interno di un contesto in cui la pubblicità e l’esortazione a comprare, svolgono un ruolo centrale.
Die kluge Marianne una commedia degli equivoci elegante e divertente, una storia che oggi potrebbe sembrare anacronistica, ma, al contempo, una vera e propria dichiarazione d’amore alle donne. Un film che, anche a distanza di molti anni dalla sua realizzazione, è perfettamente in grado di riempire i cuori degli spettatori di gioia e ottimismo.
L’Amore di una grande Regina non vuole a tutti i costi riportare fedelmente i primi anni di regno della regina Vittoria. Lo scopo principale di Marischka – e di Sil-Vara prima di lui – è quello di intrattenere il pubblico, di farlo commuovere e di farlo sognare con una storia d’amore di impostazione prettamente classica.
Eroica rientra nei canoni dei Wiener Film, in cui costumi sfarzosi e il mondo dell’alta borghesia divengono attori principali. Eppure, questo importante film di Kolm-Veltée mostra una spiccata personalità, si concentra principalmente sul genio di Beethoven ed evita sapientemente ogni possibile cliché.
Non stupisce il fatto che un lungometraggio come 1° aprile 2000 (gustosa satira fantapolitica per la regia di Wolfgang Liebeneiner) sia stato realizzato proprio nel 1952, sette anni dopo la fine del conflitto mondiale e soltanto tre anni prima del Trattato di Stato Austriaco con cui, tra l’altro, veniva ufficialmente proclamata la neutralità della nazione stessa.
La Casa dell’Angelo, fortunato lungometraggio firmato Karl Hartl del 1948 e liberamente tratto dal romanzo La Melodia di Vienna, scritto da Ernst Lothar nel 1946 è una saga famigliare che si presenta anche come fedele ritratto di circa sessant’anni di storia austriaca e che ben riesce a mixare i due differenti punti di vista – quello dello stesso Hartl, così come il punto di vista espresso nel romanzo originario.
Si presenta come una ventata di freschezza A precocious Girl, brillante commedia degli equivoci a carattere musicale realizzata nel 1934 e firmata Max Neufeld. Eppure, volendo collocare il presente lungometraggio all’interno della vasta produzione di commedie romantiche uscite in Austria tra l’inizio degli anni Trenta e i primi anni Quaranta, esso risulta, in fin dei conti, simile a molti altri prodotti del genere con, in più, diverse imperfezioni al proprio interno.