Categoria: Anni ’60

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DIE FLIEGE

In Die Fliege una piccola e divertente storiella prende magicamente vita sul grande schermo, riuscendo a catturare immediatamente la nostra attenzione, a tenerci in tensione e, naturalmente, a divertirci.

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MOSS ON THE STONES

Tra Nouvelle Vague e Post Neorealismo, Georg Lhotsky ha saputo dar vita con Moss on the Stones a un film totalmente innovativo nella storia del cinema austriaco. Recentemente restaurato dal Filmarchiv Austria e ripresentato al pubblico sul nuovo canale Filmarchiv On.

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18/68 VENECIA KAPUTT

Venezia. Una delle città più belle del mondo. Una delle tante patrie della nostra amata settima arte. La sede del festival cinematografico più antico al mondo. Non è un caso che Kurt Kren abbia scelto proprio la città di Venezia come protagonista di 18/68 Venecia Kaputt. Ogni regola predefinita viene stravolta. Cinema e negazione del cinema.

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CHARLEY’S AUNT

Charley’s Aunt, basata sull’omonima opera teatrale di Brandon Thomas e con un grande Peter Alexander, è la classica commedia degli equivoci canterina e frivola, ma tuttavia genuina e in grado di strappare un sorriso, pur non rivelandosi esilarante.

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GIULIA TU SEI MERAVIGLIOSA

Pièce teatrale in versione cinematografica, Giulia tu sei meravigliosa ha l’ironia bonaria e placida del romanzo di William Somerset Maugham sul quale è basata, con dialoghi taglienti ed una neanche troppo velata critica sociale sorprendentemente attuale. A tratti lento e prevedibile, riesce comunque a regalare espressioni iconiche, grazie alla voce e soprattutto al pensiero della protagonista, una credibilissima Lili Palmer. In concorso al Festival di Cannes 1952.

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ARNULF RAINER

Arnulf Rainer di Peter Kubelka è uno dei pochi film metrici nella storia del cinema. In poco meno di sette minuti, vediamo lo schermo ora bianco, ora nero, mentre, nel frattempo, si alternano sapientemente silenzio e rumore bianco. Nel frattempo, ciò che vediamo e percepiamo è qualcosa di unico.

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PROFESSIONE BIGAMO

Professione Bigamo è un lungometraggio complessivamente godibile e che indubbiamente diverte, grazie anche alla contrapposizione – spesso volutamente esagerata – tra la cultura italiana e quella tedesca. Eppure, proprio a causa di una sceneggiatura eccessivamente debole, risulta spesso prevedibile e banale.

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FLIPPER

In Flipper è il rumore freddo, assordante e disturbante delle biglie all’interno del gioco a fare da protagonista assoluto. La donna parla, ma le sue parole non sono udibili. L’uomo e la donna sono vicini, ma improvvisamente impossibilitati a muoversi, dal momento che sembrano legati in una sorta di camicia di forza. Entrambi fanno delle boccacce e tutto, per un momento, prende una piega volutamente grottesca.