Categoria: Anni ’60

charleys-aunt-1963-charleys-tante-von-cziffra-recensione-review-kritik

CHARLEY’S AUNT

Charley’s Aunt, basata sull’omonima opera teatrale di Brandon Thomas e con un grande Peter Alexander, è la classica commedia degli equivoci canterina e frivola, ma tuttavia genuina e in grado di strappare un sorriso, pur non rivelandosi esilarante.

giulia-tu-sei-meravigliosa-1962-julia-du-bist-zauberhaft-adorable-julia-wiedenmann-recensione-review-kritik

GIULIA TU SEI MERAVIGLIOSA

Pièce teatrale in versione cinematografica, Giulia tu sei meravigliosa ha l’ironia bonaria e placida del romanzo di William Somerset Maugham sul quale è basata, con dialoghi taglienti ed una neanche troppo velata critica sociale sorprendentemente attuale. A tratti lento e prevedibile, riesce comunque a regalare espressioni iconiche, grazie alla voce e soprattutto al pensiero della protagonista, una credibilissima Lili Palmer. In concorso al Festival di Cannes 1952.

arnulf-rainer-1960-peter-kubelka-recensione

ARNULF RAINER

Arnulf Rainer di Peter Kubelka è uno dei pochi film metrici nella storia del cinema. In poco meno di sette minuti, vediamo lo schermo ora bianco, ora nero, mentre, nel frattempo, si alternano sapientemente silenzio e rumore bianco. Nel frattempo, ciò che vediamo e percepiamo è qualcosa di unico.

professione-bigamo-1969-warum-hab-ich-blos-2-x-ja-gesagt-antel-recensione

PROFESSIONE BIGAMO

Professione Bigamo è un lungometraggio complessivamente godibile e che indubbiamente diverte, grazie anche alla contrapposizione – spesso volutamente esagerata – tra la cultura italiana e quella tedesca. Eppure, proprio a causa di una sceneggiatura eccessivamente debole, risulta spesso prevedibile e banale.

flipper-1968-holba-recensione

FLIPPER

In Flipper è il rumore freddo, assordante e disturbante delle biglie all’interno del gioco a fare da protagonista assoluto. La donna parla, ma le sue parole non sono udibili. L’uomo e la donna sono vicini, ma improvvisamente impossibilitati a muoversi, dal momento che sembrano legati in una sorta di camicia di forza. Entrambi fanno delle boccacce e tutto, per un momento, prende una piega volutamente grottesca.

his-bag-1967-patzak-recensione

HIS BAG

Cinema e pittura coesistono in armonia in His Bag. Peter Patzak si palesa davanti alla macchina da presa e diviene attore principale. Tutto ciò che lui vede diviene materiale prezioso e fondamentale. E così questo piccolo e prezioso cortometraggio si presenta immediatamente come una vera e propria dichiarazione d’amore all’arte in tutte le sue forme.

romantisches-steyrtal-1965-kicher-recensione

ROMANTISCHES STEYRTAL

La Stiria è tra gli stati federali più suggestivi e sorprendenti di tutta l’Austria. E, a tal proposito, Romantisches Steyrtal sta proprio a mostrarci le mille potenzialità e il grande fascino della Steyrtal, una delle più vaste e note vallate stiriane, con i suoi piccoli borghi, i corsi d’acqua, le sue cascate e i piccoli ritrovi dei turisti da tutto il mondo.

mann-im-schatten-1961-rabenalt-recensione

UNA MANO NELL’OMBRA

La Vienna di Una Mano nell’Ombra è una Vienna buia, oscura, testimone dei più orrendi delitti, che, a suo tempo, Carol Reed era riuscito così bene a rappresentare ne Il terzo Uomo. E il regista Arthur Maria Rabenalt si è rivelato perfettamente all’altezza nel mettere in scena un efferato delitto, attingendo a piene mani ora dal cinema di Reed stesso, ora dall’Espressionismo tedesco, ora anche dalle iconiche figure di investigatori del calibro di Hercules Poirot o del Tenente Colombo.

assassinio-allopera-1965-geissel-des-fleisches-saller-recensione

ASSASSINIO ALL’OPERA

Attingendo a piene mani dai noir statunitensi, così come dai fortunati polar francesi, Assassinio all’Opera prende spunto da una serie di lungometraggi prodotti in Austria a partire dall’immediato dopoguerra, in cui per la prima volta – proprio come era accaduto in Italia con il Neorealismo – si parlava di povertà e delle numerose ripercussioni – morali e materiali – che il conflitto bellico aveva avuto sull’intera popolazione.