DIE FLIEGE
In Die Fliege una piccola e divertente storiella prende magicamente vita sul grande schermo, riuscendo a catturare immediatamente la nostra attenzione, a tenerci in tensione e, naturalmente, a divertirci.
In Die Fliege una piccola e divertente storiella prende magicamente vita sul grande schermo, riuscendo a catturare immediatamente la nostra attenzione, a tenerci in tensione e, naturalmente, a divertirci.
Tra Nouvelle Vague e Post Neorealismo, Georg Lhotsky ha saputo dar vita con Moss on the Stones a un film totalmente innovativo nella storia del cinema austriaco. Recentemente restaurato dal Filmarchiv Austria e ripresentato al pubblico sul nuovo canale Filmarchiv On.
Venezia. Una delle città più belle del mondo. Una delle tante patrie della nostra amata settima arte. La sede del festival cinematografico più antico al mondo. Non è un caso che Kurt Kren abbia scelto proprio la città di Venezia come protagonista di 18/68 Venecia Kaputt. Ogni regola predefinita viene stravolta. Cinema e negazione del cinema.
Wedding Night in Paradise è una gradevole commedia musicale in cui una serie di equivoci e disavventure arricchiscono una sceneggiatura complessivamente ben scritta e una messa in scena il cui obiettivo principale è innanzitutto quello di valorizzare l’ottimo cast.
Charley’s Aunt, basata sull’omonima opera teatrale di Brandon Thomas e con un grande Peter Alexander, è la classica commedia degli equivoci canterina e frivola, ma tuttavia genuina e in grado di strappare un sorriso, pur non rivelandosi esilarante.
Prodotto dalla leggendaria casa di produzione viennese di Brigittenau Sascha-Film, pioniera del cinema muto e dei primi film sonori realizzati in Austria, la divertente commedia musicale Die Abenteuer des Grafen Bobby certifica anche la riuscitissima armonia tra una serie di attori di formazione teatrale e musicale.
Pièce teatrale in versione cinematografica, Giulia tu sei meravigliosa ha l’ironia bonaria e placida del romanzo di William Somerset Maugham sul quale è basata, con dialoghi taglienti ed una neanche troppo velata critica sociale sorprendentemente attuale. A tratti lento e prevedibile, riesce comunque a regalare espressioni iconiche, grazie alla voce e soprattutto al pensiero della protagonista, una credibilissima Lili Palmer. In concorso al Festival di Cannes 1952.
Arnulf Rainer di Peter Kubelka è uno dei pochi film metrici nella storia del cinema. In poco meno di sette minuti, vediamo lo schermo ora bianco, ora nero, mentre, nel frattempo, si alternano sapientemente silenzio e rumore bianco. Nel frattempo, ciò che vediamo e percepiamo è qualcosa di unico.
Professione Bigamo è un lungometraggio complessivamente godibile e che indubbiamente diverte, grazie anche alla contrapposizione – spesso volutamente esagerata – tra la cultura italiana e quella tedesca. Eppure, proprio a causa di una sceneggiatura eccessivamente debole, risulta spesso prevedibile e banale.
In Flipper è il rumore freddo, assordante e disturbante delle biglie all’interno del gioco a fare da protagonista assoluto. La donna parla, ma le sue parole non sono udibili. L’uomo e la donna sono vicini, ma improvvisamente impossibilitati a muoversi, dal momento che sembrano legati in una sorta di camicia di forza. Entrambi fanno delle boccacce e tutto, per un momento, prende una piega volutamente grottesca.