Categoria: Anni ’60

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ASSASSINIO ALL’OPERA

Attingendo a piene mani dai noir statunitensi, così come dai fortunati polar francesi, Assassinio all’Opera prende spunto da una serie di lungometraggi prodotti in Austria a partire dall’immediato dopoguerra, in cui per la prima volta – proprio come era accaduto in Italia con il Neorealismo – si parlava di povertà e delle numerose ripercussioni – morali e materiali – che il conflitto bellico aveva avuto sull’intera popolazione.

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RADETZKYMARSCH

È proprio un angosciante senso di morte e di claustrofobia a pervadere l’intero Radetzkymarsch, diretto da Michael Kehlmann nel 1964, nonché trasposizione dell’omonimo romanzo di Joseph Roth. La monarchia asburgica, dal canto suo, ci appare come una sorta di gabbia dorata. Una gabbia all’interno della quale sono prigionieri proprio Carl Joseph e suo padre Franz, protagonisti della pellicola.

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DIE VERWUNDBAREN

Die Verwundbaren – film scandalo più unico che raro nella storia del cinema austriaco – è l’unica esperienza da regista del pittore, scenografo e costumista Leo Tichat, da sempre affascinato dalla Nouvelle Vague, al punto da voler realizzare un lungometraggio che si rifacesse in tutto e per tutto ai canoni della rivoluzionaria corrente cinematografica francese.

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HEIDI

Heidi di Werner Jacobs è una favola gradevole e fortemente semplificata, se si pensa al romanzo della Spyri a cui è ispirata, che, oggi come oggi, ci appare un prodotto pensato quasi esclusivamente per un pubblico di giovani e di giovanissimi, all’interno del quale non vi sono mai veri cattivi. Ogni personaggio, dunque, è spinto da personali, forti motivazioni che, al termine della visione, vengono benevolmente giustificate.