Genere: corale

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FEAR BLOWS WITH THE WIND

In Fear blows with the Wind, l’angoscia è il filo conduttore che accomuna tutti I protagonisti. Indipendentemente dalla loro età e dal loro stato sociale. Manfred Kaufmann, dal canto suo, ha optato per un approccio registico estremamente realista ed essenziale. La città di Vienna ci viene mostrata in modo del tutto diverso dalle classiche immagini da cartolina che vengono solitamente diffuse in tutto il mondo. All’interno della retrospettiva Keine Angst del Filmarchiv Austria.

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SPEAK EASY

In Speak Easy ognuno parla al telefono con qualcuno. Eppure si potrebbe addirittura affermare che si tratta di un film sull’incomunicabilità. Ogni adolescente ha un proprio linguaggio spesso incomprensibile per gli adulti e, al contempo, ogni conversazione viene “filtrata” attraverso il telefono.

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ANTARES

Diviso in tre episodi, Antares si presenta come un complesso e stratificato affresco della società contemporanea. Tre storie, tre differenti stili di vita, un’unica ambientazione. Antares non ci racconta soltanto amori impossibili, amori disperati, amori tormentati e amori clandestini. Antares mette in scena l’Amore come utopia, un costante, disperato bisogno di amore che, spesso, genera anche un profondo senso di solitudine.

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71 FRAMMENTI DI UNA CRONOLOGIA DEL CASO

Prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto 71 Frammenti di una Cronologia del Caso. Nel film – suddiviso in cinque capitoli, ognuno dei quali riguardante un giorno in particolare – tutto si svolge dal 12 ottobre al 23 dicembre 1993. Tutto conduce a un unico evento in cui verranno coinvolti in un modo o nell’altro tutti i personaggi. Ma quanto conta l’essere umano in questo lungometraggio di Michael Haneke?

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AUFSCHNEIDER

Se il presente Aufschneider si distingue immediatamente per una scrittura e un approccio registico prettamente televisivi, tutto scorre in modo complessivamente lineare. Ogni singolo evento, ogni singola storia dei personaggi sono in qualche modo collegati tra loro. Spesso e volentieri, però, anche in modo eccessivamente prevedibile.

lamorte-1996-schwarzenberger-recensione

LAMORTE

Nonostante momenti poco convincenti dal punto di vista registico, per i temi trattati Lamorte si è rivelato sotto molti aspetti del tutto coraggioso e lungimirante, un piccolo fiore all’occhiello all’interno della filmografia di Xaver Schwarzenberger e di sua moglie Ulrike.

schatten-und-licht-1976-lhotsky-recensione

SCHATTEN UND LICHT

Schatten und Licht sta a rappresentare una vera e propria perla all’interno della cinematografia austriaca, perfettamente collocato all’interno di un contesto che vedeva un copioso numero di giovani cineasti che si erano posti l’obiettivo di dar vita a un cinema del tutto innovativo, finalmente libero dai dettami che avevano caratterizzato la produzione austriaca nei decenni precedenti.

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O PALMENBAUM

Si intuisce subito come O Palmenbaum non sia un lungometraggio dalle grandi pretese. Il suo scopo principale è quello di mettere in scena le bizzarre vicende delle famiglie Treichl/Moor, che tanto erano piaciute al pubblico in Single Bells. E la cosa, vista in quest’ottica, funziona, soprattutto se si pensa che, rispetto a numerosi altri sequel, non viene mai ripresa la struttura del precedente lungometraggio, al fine di crearne una sorta di copia carbone.

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EINE SACHE DER PERSPEKTIVE

La regista e produttrice cinematografica Gerda Leopold – specializzata nella produzione di lungometraggi in Virtual Reality e fondatrice, nel 2014, della Amilux Film – nel suo Eine Sache der Perspektive (tradotto letteralmente: “questione di punti di vista”) ha messo in scena un dramma contemporaneo in cui, di volta in volta, ci viene mostrato il punto di vista – rigorosamente in soggettiva – di un personaggio diverso, per una serie di episodi collegati tra loro. Il tutto per un lungometraggio totalmente innovativo dal punto di vista tecnico, proiettato in anteprima lunedì 19 ottobre 2020, presso lo storico Breitenseer Lichtspiele di Vienna.