4° FANTERIA
4° Fanteria è un pilastro del cinema nostalgico austriaco, capace di trasformare la storia in un’operetta ritmata e visivamente affascinante, in grado di far divertire e far evadere dalla realtà allo stesso tempo.
4° Fanteria è un pilastro del cinema nostalgico austriaco, capace di trasformare la storia in un’operetta ritmata e visivamente affascinante, in grado di far divertire e far evadere dalla realtà allo stesso tempo.
Catherine the Last – recentemente restaurato dal Filmarchiv Austria e ripresentato al pubblico sul nuovo canale Filmarchiv On – è un lungometraggio del tutto singolare nella storia del cinema austriaco. Una favola moderna, una singolare versione di Cenerentola, che si discostava parecchio da quanto realizzato in Austria in quel periodo.
Attrice versatile, in grado di adattarsi alla perfezione a ogni ruolo assegnatole, per molti anni membro del Burgtheater di Vienna, Adrienne Gessner è stata per più di quarant’anni la moglie del celebre scrittore e regista teatrale Ernst Lothar.
Nonostante si tratti di un lungometraggio fortemente romanzato e con molte imperfezioni, tutto sommato Amanti imperiali di Rudolf Jugert funziona. E lo fa con una sceneggiatura decisamente semplice, che punta innanzitutto all’essenziale senza divagare e quasi del tutto priva di sottotrame. Tutto fa presagire un’imminente tragedia. Le ombre hanno la meglio sulle luci. Il volto ingenuo di Maria Vetsera parla da sé.
Prodotto dalla leggendaria casa di produzione viennese di Brigittenau Sascha-Film, pioniera del cinema muto e dei primi film sonori realizzati in Austria, la divertente commedia musicale Die Abenteuer des Grafen Bobby certifica anche la riuscitissima armonia tra una serie di attori di formazione teatrale e musicale.
Tales from the Vienna Woods è ambientato nei primi anni Trenta, ma racconta una storia che potrebbe accadere oggi, come domani. Due teatranti introducono al pubblico le vicende dei protagonisti presso i giardini del Belvedere. La macchina da presa di Maximilian Schell ci mostra subito dopo un uomo di spalle che si allontana al tramonto. Un’immagine che ricorrerà spesso all’interno del lungometraggio insieme a numerosi totali e panoramiche necessari al fine di mantenere un certo distacco.
Rispetto a La Famiglia Trapp si ha quasi l’impressione che La Famiglia Trapp in America viaggi quasi con il pilota automatico. Ciò che ha avuto successo nel primo film viene qui riproposto quasi fedelmente. La musica emoziona, ma non quanto dovrebbe e, allo stesso modo, i numerosi flashback che rimandano al lungometraggio del 1956 risultano eccessivamente posticci.
La Casa dell’Angelo, fortunato lungometraggio firmato Karl Hartl del 1948 e liberamente tratto dal romanzo La Melodia di Vienna, scritto da Ernst Lothar nel 1946 è una saga famigliare che si presenta anche come fedele ritratto di circa sessant’anni di storia austriaca e che ben riesce a mixare i due differenti punti di vista – quello dello stesso Hartl, così come il punto di vista espresso nel romanzo originario.