Genere: documentario

resident-ground-floor-2020-wohnhaft-erdgeschoss-soldat-recensione

RESIDENT GROUND FLOOR

Da sempre cantore di un mondo sconosciuto ai più, del mondo degli emarginati, di chi viene emarginato dalla società, in quanto considerato “diverso”, “perverso”, “malato”, il giovane documentarista tedesco Jan Soldat, in questo suo Resident Ground Floor ci conduce per mano nella quotidianità di Heiko – lasciando che lo stesso si confidi e si mostri così com’è – dimostrandosi distaccato quanto basta, ma anche incredibilmente vicino al suo personaggio.

epicentro-2020-sauper-viennale-recensione

EPICENTRO

Epicentro, ultima fatica di Hubert Sauper, non è soltanto un film su Cuba, sul suo presente e sulla sua storia. Composto da numerose micro storie, si addentra nella quotidianità degli abitanti della città, tratta tematiche come il turismo e come lo stesso venga osservato dalla gente del posto, ripercorre – e ci mostra attraverso filmati di repertorio – i momenti immediatamente successivi alla morte di Fidel Castro. Il tutto per un lavoro che coinvolge lo spettatore a 360° fin dal primo momento, che lo fa sentire fin da subito attore principale e non semplice osservatore esterno ai fatti.

davos-2020-hoesl-niemann-viennale-recensione

DAVOS

Onesto, sincero, a tratti anche piuttosto ironico e che non esita a burlarsi – sempre restando nel politically correct, s’intende – dei potenti di turno, Davos, di Daniel Hoesl e di Julia Niemann, fa di contemplativi silenzi e di una totale assenza dei due registi davanti alla macchina da presa l’approccio ideale.

good-news-1990-good-news-von-kolporteuren-toten-hunden-und-anderen-wienern-seidl-recensione

GOOD NEWS

Good News – brillante esordio di Ulrich Seidl dopo una serie di cortometraggi e mediometraggi – segue passo passo la quotidianità di tutti quei lavoratori, provenienti principalmente dal Bangladesh, che vengono assunti dalle maggiori testate nazionali, al fine di vendere i loro quotidiani per le strade della città e all’interno delle stazioni della metropolitana. Un sistema, il presente, che vede una gerarchia di classe più che mai marcata, dove l’esasperata staticità delle vite degli altoborghesi si contrappone fortemente all’instabilità, alla mancanza di certezze e di sicurezza delle vite degli immigrati.

der-fotograf-von-der-kamera-2014-covi-frimmel-recensione

DER FOTOGRAF VON DER KAMERA

Fotografia e cinema del reale nella sua accezione più pura diventano, dunque, le colonne portanti del presente Der Fotograf von der Kamera. E ancora una volta, l’inconfondibile approccio registico di Tizza Covi e Rainer Frimmel, fatto di momenti di osservazione e discreto pedinamento, è riuscito a farci sentire parte di un mondo che fino a poco tempo prima conoscevamo solo sommariamente.

s-m-kaiser-franz-joseph-kehrt-aus-seiner-sommerresidenz-bad-ischl-zurueck-1913-aavv-recensione

S. M. KAISER FRANZ JOSEPH I. KEHRT AUS SEINER SOMMERRESIDENZ BAD ISCHL ZURÜCK

Del documentario S. M. Kaiser Franz Joseph I. kehrt aus seiner Sommerresidenz Bad Ischl zurück (tradotto letteralmente: “Sua Maestà l’Imperatore Francesco Giuseppe I torna dalla sua residenza estiva di Bad Ischl”) – realizzato nel 1913 – ci è arrivato, oggi, soltanto uno spezzone della durata di venticinque secondi. Eppure, malgrado ciò, non possiamo non riconoscere a un lavoro come il presente un’indubbia importanza storica, oltre a un grande, grandissimo fascino.

branchentreffen-bei-der-ersten-kinoausstellung-in-wien-1912-aavv-recensione

BRANCHENTREFFEN BEI DER ERSTEN KINOAUSSTELLUNG IN WIEN

Il presente Branchentreffen bei der Ersten Kinoausstellung in Wien, realizzato nel 1912, sta a rappresentare uno dei più antichi documentari prodotti in Austria, atti a mostrarci l’impatto che il cinema ha fin da subito avuto sulla vita dei cittadini. E il grande entusiasmo che qui è stato documentato, parla da sé.

future-baby-2016-arlamovsky-recensione

FUTURE BABY

Non punta a dare precise risposte in merito, il presente Future Baby. E, allo stesso modo, le spinose questioni morali che potrebbero essere sollevate in seguito alla sua visione, vengono soltanto lontanamente toccate, ma mai realmente approfondite. Una scelta, la presente, più che apprezzabile, dal momento che si capisce fin da subito che la regista Maria Arlamovsky ha voluto mettere in primo piano soprattutto l’intimo dei personaggi di volta in volta presentati, oltre, ovviamente, ai progressi che, al giorno d’oggi, sono stati ottenuti mediante la ricerca.

budapest-1916-aavv-recensione

BUDAPEST

A distanza di più di un secolo, osservando un documentario come il presente Budapest – ed essendo, soprattutto, a conoscenza della tragica situazione vissuta in tutto il mondo a causa del conflitto bellico – abbiamo quasi l’impressione di visionare un prodotto irreale, straniante, decisamente falsato, ma che, proprio per questo suo carattere e per questa sua natura ambigua, risulta ai nostri occhi del tutto affascinante.

anders-essen-das-experiment-2020-langbein-ernst-recensione

ANDERS ESSEN – DAS EXPERIMENT

Anders essen – Das Experiment, punta a una massima chiarezza, al fine di farci comprendere le conseguenze del nostro nutrirci in modo “irresponsabile”. Partendo, così, dal presupposto che per la nostra alimentazione quotidiana abbiamo bisogno di un campo di circa 4400 mq, se tutti sulla terra si alimentassero come noi, avremo bisogno di un intero altro pianeta, al fine di limitare al massimo il nostro impatto sull’ambiente. Eppure, qualcosa si può fare.