Categoria: 2019

june-leaf-the-life-with-others-2019-chalupnik-recensione

JUNE LEAF – THE LIFE WITH OTHERS

Soltanto per un giorno, Roman Chalupnik ha visitato il laboratorio di June Leaf, vedova del fotografo Robert Frank. Eppure, in poco meno di otto minuti, è riuscito a riportare sullo schermo l’essenza vera e propria della sua arte. Ed è proprio con un curatissimo bianco e nero che la macchina da presa del regista si concentra sulle mani dell’artista intenta a creare nuove sculture, sui suoi attrezzi del mestiere e sui piccoli oggetti da lei precedentemente creati.

daemonische-leinwaende-2019-martinz-kozek-hoerl-recensione

DÄMONISCHE LEINWÄNDE

Dämonische Leinwände non vuole assolutamente prendersi sul serio, non vuole aggiungere nulla a quanto realizzato in passato, ma si presenta – se si può dire – come una vera e propria dichiarazione d’amore dedicata a uno dei generi cinematografici più amati di tutti i tempi. Il tutto anche con una gradita dose di umorismo.

japan-2019-ritter-recensione

JAPAN

In soli diciannove minuti, Japan di Dmitrij Ritter ci mostra due mondi (non troppo) distinti: il mondo interiore del protagonista, rappresentato attraverso didascalie che si susseguono sullo schermo, e il Giappone, con scene di vita quotidiana, persone che dormono per strada, momenti di assembramento, muri con elaborati graffiti su di essi, negozi di generi alimentari e strade vuote durante le ore notturne. Perché, di fatto, la maggior parte delle riprese si sono svolte soprattutto di notte, quando la città dorme, quando ci si sente ancora più soli e non c’è nessuno disposto ad aiutarci. All’interno del programma Diagonale 2020 – Die Unvollendete.

the-lodge-2019-franz-fiala-recensione

THE LODGE

Tutto, fin dall’inizio, è pervaso da un’inquietante religiosità, in The Lodge. Una religiosità cupa, giudicante, che incute terrore fin dai primi minuti. Grandi quadri raffiguranti immagini sacre e severi crocifissi sembrano osservare di continuo i protagonisti. E una luce tetra, che fa fortemente da contrasto al bianco bruciato dell’immensa distesa di neve che circonda la casa, si fa attrice principale dell’intero lungometraggio.

movements-of-a-nearby-mountain-2019-bewegungen-eines-nahen-bergs-brameshuber-recensione

MOVEMENTS OF A NEARBY MOUNTAIN

Movements of a Nearby Mountan (titolo originale: Bewegungen eines nahen Bergs) – per la regia di Sebastian Brameshuber, colpisce immediatamente per il suo approccio sì iperrealistico, ma che, allo stesso tempo, unisce sapientemente passato e presente, realtà e leggende, materiale e spirituale. Il tutto per un prodotto che si distingue immediatamente per il suo delicato lirismo e per un sapiente lavoro di sottrazione.