IL NASTRO BIANCO
In Il Nastro bianco, Michael Haneke ci appare più che mai lucido nell’indagare inquietanti dinamiche all’interno della più normale quotidianità. La violenza è all’ordine del giorno. Palma d’Oro al Festival di Cannes 2009.
In Il Nastro bianco, Michael Haneke ci appare più che mai lucido nell’indagare inquietanti dinamiche all’interno della più normale quotidianità. La violenza è all’ordine del giorno. Palma d’Oro al Festival di Cannes 2009.
Con una messa in scena (apparentemente) semplice, minimalista e fortemente sperimentale, words è la rappresentazione metaforica e fantasiosa dell’uso che oggi viene fatto delle parole e di come esse vengano recepite all’interno di una conversazione.
Jobcenter ci mostra da vicino non solo le quotidiane attività all’interno di un centro per l’impiego in Alta Austria, ma anche – e soprattutto – i sentimenti, le paure e le preoccupazioni di chi, per un motivo o per l’altro, si ritrova senza lavoro. Alla Viennale 2025, monografia Angela Summereder.
In Coma, violenza, sofferenza, senso di colpa, ma anche amore incondizionato e abnegazione sono le emozioni principali che all’interno di un’opera complessa e visivamente accattivante fanno da protagoniste assolute.
Hana, dul, sed … è un documentario che gioca sui contrasti. Il contrasto tra il grigiore di una città, Pyongyang, e i colori dei costumi tradizionali. Il contrasto tra la freddezza di una quotidianità ormai sterile e una tenera chiacchierata con le amiche di sempre. Brigitte Weich ci ha regalato un’opera intelligente, accattivante e a tratti anche commovente.
La Pivellina è una favola contemporanea che potrebbe accadere oggi, così come potrebbe essere accaduta ieri. Una favola senza tempo ambientata in un mondo in cui il tempo stesso sembra essere, purtroppo, del tutto limitato.
Burning Palace di Mara Mattuschka e Chris Haring è l’immagine viva e pulsante dell’interiorità di ogni essere umano, dei suoi sogni, dei suoi bisogni. Un film che ha mille chiavi di lettura e che si distingue per una regia attenta, ma anche coraggiosa e desiderosa di sperimentare. Alla Viennale 2021.
Disincantato, razionale e satirico al punto giusto – con anche un tocco di velata ironia al proprio interno – Lourdes, puntando il dito contro una società ipocrita e perbenista, che altro non fa che vivere di illusioni, ci mostra una realtà ben lungi da come la immaginiamo.
Maga Martina e il libro magico del Draghetto – diretto dal Premio Oscar Stefan Ruzowitzky, nonché trasposizione cinematografica del celebre racconto omonimo scritto da Knister – pur nel suo svolgimento lineare e privo di sbavature e con la sua regia pulita e dinamica, non riesce a essere incisivo come precedenti lavori del genere.