Categoria: Anni ’90

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DREI HERREN

Surreale, bizzarro, ma anche tenero e piuttosto naïf, Drei Herren non è certamente un lungometraggio perfetto. Eppure, nonostante tutto, man mano che ci si avvicina al finale, ogni personaggio si rivela molto più complesso e ricco di sfaccettature di quanto inizialmente potesse sembrare.

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71 FRAMMENTI DI UNA CRONOLOGIA DEL CASO

Prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto 71 Frammenti di una Cronologia del Caso. Nel film – suddiviso in cinque capitoli, ognuno dei quali riguardante un giorno in particolare – tutto si svolge dal 12 ottobre al 23 dicembre 1993. Tutto conduce a un unico evento in cui verranno coinvolti in un modo o nell’altro tutti i personaggi. Ma quanto conta l’essere umano in questo lungometraggio di Michael Haneke?

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MEGACITIES

Sarebbe riduttivo classificare Megacities come un semplice documentario. Megacities è in realtà molto di più. Megacities è un viaggio nelle più grandi città del mondo, un variopinto affresco che ci racconta per immagini le storie di chi vive ai margini della società.

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LAMORTE

Nonostante momenti poco convincenti dal punto di vista registico, per i temi trattati Lamorte si è rivelato sotto molti aspetti del tutto coraggioso e lungimirante, un piccolo fiore all’occhiello all’interno della filmografia di Xaver Schwarzenberger e di sua moglie Ulrike.

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RADETZKYMARSCH

Nel Radetzkymarsch di Axel Corti (terminato da Gernot Roll dopo la morte improvvisa del regista), parallelamente alla parabola sull’impero v’è un particolare focus sul rapporto padre/figlio e su quanto i due protagonisti non siano mai riusciti a dirsi. Il tutto messo in scena grazie anche alle ottime performance di un ricercato cast, all’interno del quale si distingue soprattutto il grande Max von Sydow.

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VORWÄRTS

L’impegno civile di facciata viene messo costantemente di fianco a situazioni paradossali e, talvolta, anche un po’ grottesche, nel presente Vorwärts. E la regista, dal canto suo, punta proprio a questo, senza prendere apertamente parte per questo o per quel partito, ma tracciando un fedele affresco il più possibile universale del mondo della politica e delle snervanti campagne elettorali.

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GOOD NEWS

Good News – brillante esordio di Ulrich Seidl dopo una serie di cortometraggi e mediometraggi – segue passo passo la quotidianità di tutti quei lavoratori, provenienti principalmente dal Bangladesh, che vengono assunti dalle maggiori testate nazionali, al fine di vendere i loro quotidiani per le strade della città e all’interno delle stazioni della metropolitana. Un sistema, il presente, che vede una gerarchia di classe più che mai marcata, dove l’esasperata staticità delle vite degli altoborghesi si contrappone fortemente all’instabilità, alla mancanza di certezze e di sicurezza delle vite degli immigrati.

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CAPPUCCINO MELANGE

Se Cappuccino Melange, al fine di accentuare le differenze tra i due protagonisti, gioca molto sui luoghi comuni, spesso caricando eccessivamente i suoi personaggi e risultando, a volte, anche eccessivo e poco credibile, complessivamente le avventure dei due bizzarri protagonisti funzionano. E lo fanno soprattutto nei dettagli.

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MEATGRINDER

Non ci viene risparmiato davvero nulla, durante la visione di Meatgrinder. Il regista, forte di un approccio il più possibile essenziale, non si perde in inutili chiacchiere, ma, al contrario, va dritto al punto. E, allo stesso modo, un’estetica ruvida, volutamente sporca, ben si confà a ciò che Houchang Allayari ha voluto denunciare in questo suo piccolo ma importante lavoro.