Con una costante indagine sul linguaggio, sull’atto del vedere, ma anche sul rapporto tra il cinema e lo spettatore, Peter Tscherkassky è uno dei maestri indiscussi del cinema d’avanguardia, non solo in Austria, ma anche a livello internazionale. Vincitore del Premio al Miglior Cortometraggio Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia 2010.
In Instructions for a Light and Sound Machine, ancora una volta il protagonista è il nostro amato cinema. Peter Tscherkassky ci ha mostrato come grandi classici della storia del cinema possano assumere, a seconda di chi decida di manipolarli a proprio piacimento, ogni volta significati totalmente diversi. Al Festival di Cannes 2005, Quinzaine des Réalisateurs.
The exquisite Corpus è un’importante trattato sul processo della creazione cinematografica stessa, e dimostra come sia importante fare tesoro di quanto realizzato in passato e come sia essenziale una sempre forte voglia di sperimentare, al fine di permettere all’arte stessa di evolversi. Al Festival di Cannes 2015.
Il titolo è piuttosto eloquente. Manufracture. Manufattura. Frattura. La pellicola cinematografica è osservata e maneggiata da Peter Tscherkassky in tutti i modi possibili. Un eterno movimento dà vita a sua volta al movimento delle immagini, le quali, susseguendosi l’una dopo l’altra, rendono lo spettacolo cinematografico possibile.
Lo schermo è totalmente bianco. Ai lati si vedono chiaramente i fori della pellicola. Ed ecco che, improvvisamente, In L’Arrivée ci troviamo proprio in stazione. Un treno, come era accaduto nel film dei Lumière, sta per arrivare. Cosa accadrà dopo?
Non soltanto il cinema delle origini, ma anche i film pubblicitari e, naturalmente, il cinema d’avanguardia fanno in Coming Attractions da protagonisti assoluti, all’interno di una serie di “esperimenti” atti a ripercorrere tutte le tappe più importanti della storia della settima arte e a rendere omaggio alla stessa in modo riverente, ma anche scherzoso e giocoso. Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio alla Mostra del Cinema di Venezia 2010.
In Outer Space Peter Tscherkassky ci ha dimostrato nuovamente come il cinema stesso possa assumere ogni volta connotazioni diverse, come un film, attraverso un sapiente montaggio, possa diventare un’opera del tutto nuova, come sia facile plasmare immagini preesistenti a proprio piacimento. E così, dunque, questa sua opera si rivela immediatamente un film fortemente provocatorio, quasi dissacrante nei confronti della settima arte stessa.
Train again di Peter Tscherkassky non è semplicemente un omaggio alla storia del cinema e a uno dei più amati e versatili mezzi di locomozione che proprio al cinema hanno sempre avuto grande rilevanza. Train again è anche – e soprattutto – un omaggio alla storia del cinema d’avanguardia austriaco e a uno dei suoi più rilevanti rappresentanti. Alla Viennale 2021.
Se pensiamo al cinema d’animazione austriaco, particolarmente significativa è la dichiarazione dell’artista Stefan Stratil “ L’Austria è una nazione di film d’animazione senza film d’animazione”. In poche parole: tra tutti i possibili generi cinematografici, quello d’animazione risulta, al giorno d’oggi, in Austria, il meno trattato. Almeno all’apparenza.