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FRISCH

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di Tim Oppermann

voto: 6.5

Con una messa in scena essenziale dai chiari richiami al realismo poetico e dove a prevalere sono i toni ora del blu ora del rosso il regista Tim Oppermann contribuisce a rendere ancora più efficace l’effetto straniante dell’intero Frisch.

In un mondo a sé

Ci sono realtà, all’interno del mondo in cui viviamo, che solo fino a quando non le abbiamo conosciute in prima persona, non possiamo nemmeno immaginare. Questo, ad esempio, può essere il caso di una sauna, dove ognuno è costretto a stare come madre natura lo ha fatto e dove possono crearsi situazioni al limite del paradossale. Ne sa qualcosa a riguardo il giovane Max (impersonato da Lukas Samuel), che per la prima volta decide di andarsi a rilassare proprio in una sauna della sua città. Il ragazzo è, dunque, il protagonista del cortometraggio Frisch, diretto da Tim Oppermann e che avrebbe dovuto far parte del programma della Diagonale 2020. Il presente lavoro, inoltre, è stato inserito, in seguito alla cancellazione del festival, all’interno del programma Diagonale 2020 – Die Unvollendete.

Fin dal primo momento in cui Max mette piede nella sauna, dunque, si respira subito un’atmosfera strana: una ragazza – apparentemente interessata a lui – sembra spiarlo nel momento in cui si accinge a togliersi i vestiti. Ma sarà davvero attratta da lui o, in realtà, il suo atteggiamento ambiguo sta a celare ben altri intenti?

Con una messa in scena essenziale dai chiari richiami al realismo poetico e dove a prevalere sono i toni ora del blu ora del rosso (ma, comunque, con inquadrature che tendono tutte al monocromo) Tim Oppermann contribuisce a rendere ancora più efficace l’effetto straniante dell’intero lavoro. La sauna qui rappresentata, dal canto suo, tutto ci sembra tranne che rilassante, tra bagnanti rumorosi e molesti, figure che si rotolano sul pavimento tra un armadietto e l’altro e persino misteriose sparizioni di indumenti.

Max, dal canto suo, ci appare totalmente estraneo all’ambiente qui rappresentato. E, come un altro dei clienti della sauna ha affermato, sembra ancora del tutto ingenuo, decisamente “fresco” (da qui, appunto, Frisch, il titolo del film) rispetto alle altre persone che vediamo, in una carrellata di facce “fuori dal comune”, sullo schermo.

Tim Oppermann, dal canto suo, è riuscito in appena pochi minuti a realizzare un prodotto ironico ed efficace, sebbene, soprattutto all’inizio, stenti un po’ a decollare e tenda, al contempo, quasi a girare a vuoto. “Colpa”, molto probabilmente, del poco tempo a disposizione in cui poter mettere in scena tutto. Gli stessi protagonisti di questo bizzarro Frisch, di fatto, necessiterebbero di una maggiore caratterizzazione. E da situazioni del genere potrebbero venire fuori chissà quante altre storie. Eppure, al termine della visione, la regia c’è eccome e tutto torna, pur lasciando inevitabilmente un interrogativo agli spettatori: quanto cambierebbe l’efficacia della storia in sé se la stessa venisse trasposta all’interno di un lungometraggio? Probabilmente, tutto potrebbe trovare un proprio necessario completamento. E chissà se anche Tim Oppermann, dal canto suo, non ci abbia già pensato.

Titolo originale: Frisch
Regia: Tim Oppermann
Paese/anno: Austria / 2019
Durata: 9’
Genere: commedia
Cast: Lukas Samuel, Petra Morzé, Gerald Votava, Masa Stanic, Aya Sky
Sceneggiatura: Lorenz Uhl
Fotografia: Moritz Uthe
Produzione: Tim Oppermann, Lorenz Uhl

Info: la scheda di Frisch sul sito della Diagonale; il sito ufficiale di Tim Oppermann