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GLI APPUNTI DI ANNA AZZORI – UNO SPECCHIO CHE VIAGGIA NEL TEMPO

di Constanze Ruhm

voto: 8

Gli Appunti di Anna Azzori – Uno Specchio che viaggia nel Tempo è un lungometraggio che non ha paura di osare, che si lascia sedurre da una riuscita commistione tra le arti e che, di fianco a estratti dal precedente lavoro di Grifi e Sarchielli, vede anche immagini di repertorio, vari livelli uditivi e – perché no? – anche un gradito pizzico di metacinema.

Nessuno ricorda il suo cognome…

Anna Azzori. Sono in pochi a conoscerla con il suo nome completo. Eppure, in tantissimi hanno avuto modo di incontrarla e amarla. Lei è Anna, la giovane protagonista dell’omonimo documentario di Alberto Grifi e Massimo Sarchielli (1975), in cui i due registi hanno seguito le vicende di una sedicenne incinta e senzatetto, conosciuta per caso in piazza Navona, a Roma, e ospitata successivamente a casa di Sarchielli. Una figura, la sua, che, insieme al suddetto lungometraggio, difficilmente può essere dimenticata. Ne sa qualcosa la cineasta austriaca Constanze Ruhm, la quale, con il suo Gli Appunti di Anna Azzori – Uno Specchio che viaggia nel Tempo – presentato in anteprima alla Berlinale 2020, all’interno della sezione Forum – ha fatto rivivere a suo modo la giovane Anna, per una rielaborazione e rilettura della sua storia frutto di approfonditi studi sia sul documentario di Grifi e Sarchielli che negli archivi della capitale italiana.

Un’impresa non facile, questa su cui si è cimentata Constanze Ruhm. Eppure, la regista, nel regalarci un vero e proprio viaggio nella vita di un personaggio tanto affascinante, si è sentita libera di allargare ulteriormente il discorso, facendo così che la sua – e la nostra – Anna diventasse simbolo della lotta femminista, specchio di un’epoca apparentemente a noi lontana, ma, in realtà, molto più attuale di quanto si possa pensare.

La voce di Anna doppia le immagini del documentario in cui la stessa è protagonista. Cosa vogliono questi uomini da lei? Perché la riprendono? Perché ridono quando parlano di lei in sua assenza? Prigioniera di un mondo e di una vita in cui è stata costretta a diventare adulta prima del tempo, la nostra Anna altro non può fare che cercare di salvarsi trasformandosi in un albero. Proprio come è accaduto alla ninfa Dafne, così ben rappresentata, a suo tempo, dal maestro Gian Lorenzo nel suo capolavoro Apollo e Dafne. Perché, di fatto, la giovane e fragile Anna, altro non è che una ninfa. Una ninfa in preda a ogni possibile aggressore, che, tuttavia, lotta con tutte le sue forze per salvarsi.

Ma quale volto dare alla ragazza in Gli Appunti di Anna Azzori – Uno Specchio che viaggia nel Tempo? Al via, dunque, i casting. Circa dieci di ragazze vengono provinate dalla regista, una dopo l’altra. Non hanno bisogno di imparare testi a memoria. Al contrario, la macchina da presa si limita a inquadrare i loro volti in primo piano – con tanto di voice over che sta a descriverci il personaggio, le sue abitudini, i suoi desideri e le sue passioni – per poi rappresentarle, statiche, leggere e armoniose a mo’ di vere e proprie ninfe all’interno di un bosco. Sono tutte apparentemente diverse le ragazze scelte da Constanze Ruhm. Eppure tutte – proprio come la vera Anna – hanno in comune una cosa in particolare: uno sguardo limpido e innocente, tipico di chi ancora non si è lasciato contaminare dalle bruttezze del mondo.

Gli Appunti di Anna Azzori – Uno Specchio che viaggia nel Tempo è un lungometraggio che fluttua leggero e libero come l’aria. Un lungometraggio che non ha paura di osare, che si lascia sedurre da una riuscita commistione tra le arti e che, di fianco a estratti dal precedente lavoro di Grifi e Sarchielli, vede anche immagini di repertorio, vari livelli uditivi – compresa la voce di una speaker dell’immaginaria emittente Radio Dafne – e – perché no? – anche un gradito pizzico di metacinema riguardante, appunto, proprio i momenti dei casting.

Ciò che fa maggiormente onore alla regista Constanze Ruhm è, dunque, soprattutto il coraggio di osare, insieme alla capacità di dar vita a un prodotto unico e speciale, che non risente assolutamente dell’importanza del documentario a cui è ispirato, ma che, al contrario, riesce a difendere la propria identità dimostrando anche una spiccata personalità, senza paura di andare fuori tema dirottando successivamente il discorso sul femminismo e sulla condizione delle donne nel secolo scorso. Ed è proprio grazie a Gli Appunti di Anna Azzori – Uno Specchio che viaggia nel Tempo, che la giovane Anna ci appare più che mai viva e pulsante. È grazie a questo straordinario lavoro di Constanze Ruhm che la ragazza diviene parte del nostro quotidiano, della nostra realtà, della nostra storia.

Titolo originale: Gli Appunti di Anna Azzori – Uno Specchio che viaggia nel Tempo
Regia: Constanze Ruhm
Paese/anno: Germania, Austria, Francia / 2020
Durata: 71’
Genere: sperimentale
Cast: Kheda Durtaeva, Mona Abdel Baky, Ljubika Jaksic, Hannah Morscher, Cordula Rieger, Sidi Robol, Kadisa Seitinger, Alex Smith, Alisha Svestka, Livia Szankowsky, Law Wallner, Lia Wilfing, Gemma Vannuzzi
Sceneggiatura: Constanze Ruhm
Fotografia: Hannes Böck
Produzione: Constanze Ruhm

Info: la scheda di Gli Appunti di Anna Azzori – Uno Specchio che viaggia nel Tempo su lafc.at; la scheda di Gli Appunti di Anna Azzori – Uno Specchio che viaggia nel Tempo sul sito della Berlinale