Genere: sperimentale

canale-grande-1983-pezold-filmarchiv-austria-recensione

CANALE GRANDE

Luci, colori, stravaganti costumi e situazioni fortemente paradossali divengono dunque il marchio di fabbrica di questo prezioso e originale Canale Grande. Friederike Pezold non ha paura di osare, di dire la sua, di “urlare” la sua rabbia – sempre con un gradito tocco di ironia e autoironia – contro la società odierna, contro un latente maschilismo e contro ciò che è diventato il mondo delle telecomunicazioni. Alla Diagonale 2021.

2551.01-2020-pfaffenbichler-sixpackfilm-recensione

2551.01

Ci sarà mai speranza di salvezza per chi vive ai margini della società? Norbert Pfaffenbichler sembra avere le idee chiare in merito. Ma forse solo l’amore potrà salvarci tutti. E in 2551.01 lo fa in modo mai banale o prevedibile, evitando sapientemente ogni possibile retorica. Ispirato a Il Monello di Charlie Chaplin e presentato alla Diagonale 2021.

night-for-day-2020-copyright-stenar-projects-wardill-02

NIGHT FOR DAY

Night for Day non si limita ad approfondire un rapporto tra madre e figlio. Night for Day è molto di più. E nel corso della sua breve durata ripercorre le tappe fondamentali della storia recente del Portogallo, con importanti appigli anche nel presente. Con tanto di riferimenti al mondo del cinema. Alla Berlinale 2021, sezione Forum Expanded.

fast-film-2003-widrich-recensione

FAST FILM

Fast Film. “Quasi un film”. Così Virgil Widrich ha voluto chiamare questa sua piccola e preziosa opera. E più che una vera e propria dichiarazione d’amore alla storia del cinema e, più in generale, al mondo della settima arte stessa, questo breve cortometraggio sta a rappresentare una delle tante declinazioni che il cinema può assumere, forte di un ricercato lavoro che vede stop motion e computer grafica coesistere in armonia.

a-proposal-to-project-in-scope-2020-schmid-recensione

A PROPOSAL TO PROJECT IN SCOPE

In questo suo A proposal to Project in Scope, Viktoria Schimid ha sapientemente lavorato di sottrazione per mostrarci una sorta di Eden, un mondo ideale dove la natura nella sua accezione più pura ben si sposa con qualcosa che l’uomo stesso ha creato. E ciò che ne viene fuori è una totale, perfetta armonia. Un’armonia che può essere solamente osservata in religioso silenzio, senza bisogno di parole o di ridondanti didascalie, ma con un approccio registico che ricorda da vicino il cinema di James Benning e che si mostra estremamente riverente nei confronti di ciò che vuole rappresentare.

the-first-day-1971-die-ersten-tage-holba-recensione

THE FIRST DAY

Un cinema, questo di Herbert Holba, così come di molti altri suoi colleghi e amici, che vede in questo The first Day l’inizio di una nuova corrente cinematografica austriaca, in cui si tentava di discostarsi dai canoni produttivi nazionali cercando nuovi tipi di messa in scena, nuovi modi di intendere la settima arte, nuovi modi di sperimentare. E questo, dunque, è anche il caso del presente The first Day, ambientato in una terra di nessuno tra ieri e domani e che da ieri attinge a piene mani per raccontare un insolito, possibile domani.

ad-una-mela-2020-rohrwacher-recensione

AD UNA MELA

Sono importanti riferimenti alla letteratura, alla filosofia e al cinema stesso, oltre a un’atmosfera leggera come una piuma e a un gradito tocco di surrealismo – unitamente a colori pastello, ulteriormente valorizzati da riprese in Super8 – a rendere al meglio l’essenza di questo piccolo e prezioso Ad una Mela. Trailer della Viennale 2020, diretto da Alice Rohrwacher.

i-wretched-man-2019-ich-armer-mensch-wilpling-recensione

I WRETCHED MAN

Non solo I Wretched Man, si rivela un’opera fortemente sperimentale e pregna di significato nel rappresentare i tormenti dell’uomo e il suo costante e lacerante senso di colpa. Questo interessante lavoro di Bastian Wilpling colpisce soprattutto per la sua raffinatissima cifra stilistica, perfettamente in grado di creare una riuscita commistione tra cinema, musica, pittura e, non per ultimo, teatro.