Genere: sperimentale

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DÄMONISCHE LEINWÄNDE

Dämonische Leinwände non vuole assolutamente prendersi sul serio, non vuole aggiungere nulla a quanto realizzato in passato, ma si presenta – se si può dire – come una vera e propria dichiarazione d’amore dedicata a uno dei generi cinematografici più amati di tutti i tempi. Il tutto anche con una gradita dose di umorismo.

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THE IMPOSSIBLE PICTURE

In The impossible Picture, interessante esordio della giovane Sandra Wollner, le immagini che compaiono sullo schermo ci mostrano inizialmente una famiglia numerosa, solita rapportarsi all’autoritaria figura della nonna. Momenti di convivialità registrati intorno a una tavola imbandita si alternano a scene in cui le giovani donne di casa sono solite dividere il letto per un riposino pomeridiano in un caldo pomeriggio estivo. Poi, improvvisamente, la musica cambia. E così i toni dell’intero lungometraggio assumono pian piano i contorni del soprannaturale.

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GLI APPUNTI DI ANNA AZZORI – UNO SPECCHIO CHE VIAGGIA NEL TEMPO

Gli Appunti di Anna Azzori – Uno Specchio che viaggia nel Tempo è un lungometraggio che non ha paura di osare, che si lascia sedurre da una riuscita commistione tra le arti e che, di fianco a estratti dal precedente lavoro di Grifi e Sarchielli, vede anche immagini di repertorio, vari livelli uditivi e – perché no? – anche un gradito pizzico di metacinema.

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COUPLES

Per l’estrema cura con cui lo stesso è stato realizzato, Couples, della pittrice austriaca Maria Lassnig, ci appare un lavoro decisamente maturo, dove l’animazione, la pittura, la fotografia e il cinema in live action si incontrano dare vita a un piccolo ma significativo lavoro, fondendosi l’un l’altro in perfetta armonia.

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SELFPORTRAIT

In soli cinque minuti, Maria Lassnig è riuscita a rappresentare, nel suo Selfportrait, la sua intera poetica, per un cortometraggio che si classifica di diritto come uno dei suoi lavori più intimi, personali e rappresentativi, per un’interessante ed essenziale animazione in stop motion.

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RALF’S COLORS

Sono gli spazi i grandi protagonisti di Ralf’s Colors, diretto da Lukas Marxt. Gli spazi ampi, che quasi stanno a trasmettere uno strano senso di agorafobia, insieme alla loro suggestiva bellezza. Spazi aperti e natura incontaminata che, di quando in quando, si alternano – in contrapposizione – a immagini di alti edifici, ripresi dalla macchina da presa del regista quasi a mo’ di una simmetrica composizione astratta. Alla Viennale 2019.