In Half a Life di Nikolaus Leytner, di fianco a una chiara impostazione prettamente televisiva, vengono sollevate ben più complesse questioni morali riguardanti la rabbia, il rancore, un enorme dolore e, non per ultimo, uno straziante senso di colpa.
In occasione dell’apertura del festival il 24 marzo, la Diagonale’20 assegnerà per il tredicesimo anno consecutivo il Gran Diagonale-Schauspielpreis per i contributi alla cultura cinematografica austriaca. La Diagonale è lieta di annunciare che quest’anno il premio verrà assegnato a Ursula Strauss. L’attrice teatrale, cinematografica e televisiva riceverà personalmente il riconoscimento – un’opera d’arte di Daniel Spoerri – a Graz.
Con un approccio registico il più possibile essenziale – e con evidenti influenze da parte del cinema di Michael Haneke – Markus Schleinzer – insieme a Kathrin Resetarits – ha effettuato in Michael un sapiente lavoro di sottrazione nel mettere in scena le vicende dei due protagonisti. Un lavoro di sottrazione fatto di inquadrature essenziali, camera fissa e dialoghi ridotti all’osso. In concorso al Festival di Cannes 2011.
Non c’è, apparentemente, alcuna via di salvezza, per i protagonisti di Revanche di Götz Spielmann (così come di qualsiasi altra opera dell’autore austriaco). Tale implicito pessimismo cosmico – pregno, a suo modo, anche di una velata religiosità – assume sin dall’inizio una connotazione universale riguardante ogni periodo storico.