vers.augt mette in primo piano proprio l’atto del vedere. Impossibile, in tal senso, non pensare all’occhio dello spettatore, ma soprattutto, più in generale, al cinema stesso, in grado di offrirci ogni volta i più diversificati spettacoli.
In Tic Tac, Josephine Ahnelt ha preferito concentrarsi sui corpi e sui volti, prediligendo i momenti di “attesa” o di semplice osservazione all’azione vera e propria. Ed ecco che il focus sulle emozioni diviene immediatamente il grande protagonista del film.
In pasolinicode 02112011 è innanzitutto un’atmosfera di sacralità ad accompagnarci dall’inizio alla fine, componente essenziale a rendere un sincero e riverente omaggio al grande Pier Paolo Pasolini.
Il Miracolo della Carinzia ha tutto l’aspetto di un thriller ricco di adrenalina, ma anche di un importante dramma umano in cui nessuno è realmente innocente, ma in cui solo il coraggio e la perseveranza possono realmente salvare delle vite.
Il canto libero di Summer Holiday (Vaginale VII) diventa quasi un modo per scrollarsi di dosso un vestito decisamente sproporzionato, per vincere il sentirsi intrappolati fisicamente che mentalmente. Al Vienna Shorts 2025.
Fresco e leggero come una brezza primaverile, ma anche, al contempo, profondamente drammatico e commovente, Coming of Age è un inno all’amore e alla libertà. Una storia d’amore tra due anime giovani che devono fare i conti con l’inevitabile passare del tempo.
Hotel Room di Bernd Oppl ci offre semplicemente immagini di pura bellezza. Immagini dal fascino magnetico che nello studiare ambienti e spazi ci regalano, al contempo, una vera e propria esperienza visiva.
Warning Triangle gioca sapientemente con pochi, semplici elementi che rappresentano, al contempo, dei veri punti cardini della storia del cinema, mai del tutto obsoleti, ma sempre attuali e accattivanti. E così, inevitabilmente, notiamo anche una sottile ironia, insieme a una sincera riverenza nei confronti non soltanto dei film qui citati, ma anche nei confronti di tutta la settima arte.
Il mio miglior Nemico è un lungometraggio dal respiro internazionale, che si rifà molto al cinema mainstream statunitense e che nell’insieme ci appare “confezionato” in modo impeccabile. La Seconda Guerra Mondiale e l’Olocausto vengono raccontati in Austria in un film importante, in cui, di fianco alla storia dei due amici/nemici e al drammatico conflitto bellico viene anche realizzato un grande omaggio al mondo dell’arte e alla bellezza.
In Heldenkanzler viene osservata da vicino l’inquietante figura di Engelbert Dollfuss, la cui voce fuoricampo ci racconta gli ultimi anni della sua vita. Disegni bidimensionali, un costante bianco e nero solo saltuariamente “contaminato” dal rosso della bandiera nazionalsocialista o di pochi altri particolari delle scenografie rappresentano alla perfezione la cupezza degli anni Trenta.