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EVERYTIME

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di Sandra Wollner

voto: 9

Il terzo lungometraggio di Sandra Wollner, targato Un Certain Regard, è un folgorante promemoria che le visioni delle persone a noi care sono destinate ad abitare il nostro mondo per sempre; poetico, indelebile e registicamente audace, Everytime è semplicemente il meglio che il Festival di Cannes ha avuto da offrire.

La consacrazione di Sandra Wollner

Con Everytime, la regista austriaca Sandra Wollner sbarca per la prima volta al Festival di Cannes, per l’esattezza nella sezione Un Certain Regard, dopo essersi fatta precedentemente conoscere alla Berlinale 2020 con il divisivo The Trouble with Being Born. In quell’occasione, Wollner si era conquistata il Premio Speciale della Giuria Encounters, sezione che l’amministrazione di Tricia Tuttle ha ormai rimpiazzato con Perspectives, la cui breve storia veniva inaugurata proprio nel 2020. A essere ancora in circolazione è invece il talento di una cineasta la cui carriera era iniziata già dieci prima, con il suo film di diploma The Impossible Picture, girato interamente in Super 8.

È di perdita che si parla in Everytime, questa sua terza prova registica, uno dei temi più universali e inflazionati del panorama cinematografico, ma senza abbandonare le tinte sovrannaturali che hanno finora contraddistinto la sua filmografia. Il lutto, vissuto attraverso una lente così radicale, consapevole e, soprattutto, personale a livello ideologico, risulterà un’esperienza rinvigorente, sia spiritualmente che formalmente, per tutti gli spettatori abbastanza curiosi da inseguire questo progetto.

In procinto di partire alla volta di Tenerife per le vacanze estive, assieme alla madre Ella (Birgit Minichmayr) e la sorellina Melli (Lotte Shirin Keiling), Jessie (Carla Hüttermann) sgattaiola fuori per godersi un’ultima festa con il suo ragazzo, Lux (Tristan López). Jessie è una ragazza dalla personalità intensa, contagiosa nella sua vitalità, e la cinepresa le tiene testa fino a perdersi nelle luci stroboscopiche della discoteca dove si recano per sfogare le ultime energie, senza farsi mancare qualche pillola. L’effetto degli stupefacenti questa volta arriva in ritardo, e i due ragazzi ne ricevono i “benefici” solamente quando salgono sul tetto di un grattacielo per guardare l’alba da una prospettiva privilegiata.

Leggendo anche la più vaga delle sinossi, è facile collegare i puntini e intuire a grandi linee cosa ha in serbo il futuro per questi personaggi. Tuttavia, è altrettanto impossibile prepararsi all’inevitabile, poiché Sandra Wollner ha in programma di toglierci il respiro con le sue scelte registiche, spiazzanti e virtuose al contempo. Un piccolo indizio: il sole sarà l’unico testimone. Difficilmente nella storia del cinema un cambio di registro, tanto violento da generare un colpo di frusta cinematografico, si è consumato con tanta leggiadria, al culmine di una carrellata in piano sequenza, scaldato dai tiepidi raggi del sole mattutino. Straziante, nostalgico, sorprendente: tutte parole chiave che caratterizzano dall’inizio alla fine l’esperienza di Everytime.

La trama vera e propria del film prende il via da quel momento, un anno dopo: Ella e Melli, nonostante lo sconforto per l’assenza di Jessie sia costantemente in agguato, tutto sommato sembrano cavarsela. Nessun funerale, nessuna lacrima, nessuna colonna sonora aggressiva a imboccare le emozioni. La depressione in cui si addentra Sandra Wollner è veicolata da silenzi densi e incomunicabili, e a essere eloquenti sono i gesti pregni di personaggi alla deriva, piuttosto che le parole. Per lei, la perdita è il proseguimento di una fragile quotidianità che nasconde un desiderio impossibile, ovvero fare ritorno a qualunque luogo conservi ancora traccia di chi è svanito. È crudele percepire qualcuno ancora più intensamente di quando lo si aveva al proprio fianco, ma abitare un mondo in cui non c’è modo di riunirsi. Lux, Ella e Nelli ci provano comunque in tutti i modi, indugiando in vecchie foto e messaggi e stringendo un rapporto quasi simbiotico tra di loro, dettato dall’istinto ad amplificare la memoria di Jessie, mantenuta in vita unicamente dalle tre persone che la amavano di più al mondo.

Con l’avvicinarsi dell’anniversario della tragedia, e realizzando che rimorso e risentimento abitano le loro coscienze, Ella decide ora di prendere in mano la situazione: la mattina seguente partiranno tutti alla volta di Tenerife per godersi la vacanza che non c’è mai stata. Inizia così un viaggio allucinogeno, che chiarisce come per Wollner la perdita sia anche una questione metafisica, non soggetta alla verità del reale. Everytime esiste in una dimensione parallela confortante, incomprensibile ai suoi stessi personaggi, così come agli spettatori, ma non per questo ostile, in cui l’universo si ripiega su sé stesso al crepuscolo, pronto ad accomodare le necessità più recondite di una famiglia che ha smarrito la strada. Nell’addentrarsi dentro a questa storia, si apre uno scorcio sulla natura della sofferenza umana e sul senso stesso dell’esistenza. Un varco fugace di cui non riterremo il ricordo, ma solo la sensazione.

Un crimine non sia in concorso per la Palma d’Oro, ma ragionando sul significato di Un Certain Regard — “da un altro punto di vista” — dedicato a registi in ascesa nel panorama internazionale, pronti a consolidare le loro visioni audaci negli anni a venire, viene da pensare che non c’era luogo migliore. Everytime è un monito di salute importante per il cinema, che incarna i valori di questa sezione collaterale e che è destinata a dare il buon esempio ai cineasti del futuro che guardano con ammirazione ai progetti selezionati. L’amarezza è presto scongiurata: sentiremo ancora parlare di Wollner, e la prossima volta il palcoscenico sarà commisurato al suo talento.

Titolo originale: Everytime
Regia: Sandra Wollner
Paese/anno: Austria, Germania / 2026
Durata: 123’
Genere: drammatico
Cast: Birgit Minichmayr, Tristán López, Lotte Shirin Keiling, Carla Hüttermann, Naomi Elia Richard, Nanon Esja Mo Tara Nin Wendel, Raphael Ghobadloo, Elias Esser, Eva Weißenborn, Knut Berger, Hermann Beyer, Lilly Marie Tschörtner, Mila El-Ahmad, Cahar El-Ahmad, Sven Riemann
Sceneggiatura: Sandra Wollner
Fotografia: Gregory Oke
Produzione: Panama Film, The Barricades

Info: la scheda di Everytime su iMDb; la scheda di Everytime sul sito della Panama Film; la scheda di Everytime sul sito della Austrian Film Commission; la scheda di Everytime sul sito del Festival di Cannes