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THE IMPOSSIBLE PICTURE

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di Sandra Wollner

voto: 7.5

In The impossible Picture, interessante esordio della giovane Sandra Wollner, le immagini che compaiono sullo schermo ci mostrano inizialmente una famiglia numerosa, solita rapportarsi all’autoritaria figura della nonna. Momenti di convivialità registrati intorno a una tavola imbandita si alternano a scene in cui le giovani donne di casa sono solite dividere il letto per un riposino pomeridiano in un caldo pomeriggio estivo. Poi, improvvisamente, la musica cambia. E così i toni dell’intero lungometraggio assumono pian piano i contorni del soprannaturale.

Davanti all’obiettivo

Tra i nomi maggiormente di rilievo all’interno della cinematografia austriaca contemporanea, non possiamo non annoverare quello di Sandra Wollner, giovane cineasta di Leoben, che alla Berlinale 2020 si è distinta per aver presentato, all’interno della sezione Encounters, The Trouble with being born. Eppure, in realtà, sono già alcuni anni che la regista è diventata nota all’interno dei confini nazionali (e non solo). Merito dell’interessante (e alquanto disturbante) The impossible Picture (titolo originale: Das unmögliche Bild), realizzato nel 2016, nonché necessario completamento del saggio di diploma della regista stessa girato in 16mm, ma con una risoluzione da Super8, grazie alla quale è stato ottenuto un effetto da vecchio film di famiglia.

Ci troviamo nella periferia di Vienna, estate 1953. Johanna è una giovane adolescente costretta a muoversi con l’aiuto di stampelle. La sua è una famiglia felice, composta da sua madre, da suo padre e da sua sorella di sette anni. Tutto cambia, però, nel momento in cui il padre viene improvvisamente a mancare e l’intera famiglia si trasferirà a casa della nonna materna, solita praticare aborti clandestini. Sarà compito di Johanna, ora, prendere in mano la telecamera e documentare la sua quotidianità e ciò che accade in casa sua.

Non viene trattato il tema del lutto nel presente The impossible Picture. O almeno non solo. Le immagini che compaiono sullo schermo ci mostrano inizialmente una famiglia numerosa, solita rapportarsi all’autoritaria figura della nonna. Momenti di convivialità registrati intorno a una tavola imbandita si alternano a scene in cui le giovani donne di casa sono solite dividere il letto per un riposino pomeridiano in un caldo pomeriggio estivo. Poi, improvvisamente, la musica cambia. E così i toni dell’intero lungometraggio. La figura paterna magicamente riappare, la macchina da presa cambia punto di vista e tutto, improvvisamente, assume i contorni del soprannaturale.

V’è un costante crescendo di tensione, in The impossible Picture. Le scene di apparente tranquillità stridono con disturbanti sensazioni di disagio, di morte. Sandra Wollner, dal canto suo, si rivela perfettamente all’altezza nel gestire tutti questi elementi, facendo leva sull’inconscio dello spettatore e sul suo vissuto, grazie a un sapiente lavoro di sottrazione. Per tutta la prima metà del lungometraggio ciò che ci è dato da vedere è soltanto il punto di vista della giovane protagonista. Nulla di più, nulla di meno. E se fosse uno sguardo “esterno”, invece, a documentare il tutto?

All’interno della messa in scena, inoltre, v’è un ulteriore protagonista, senza il quale non sarebbe possibile il film stesso. Stiamo parlando della casa in cui vive la giovane Johanna. Tutto (fatta eccezione per le scene iniziali in cui abbiamo visto la famiglia giocare in giardino prima che il lutto la colpisse) si svolge in interni. Le scene in esterno si contano sulla punta delle dita. Raramente vediamo giovani ragazze guardare attraverso i vetri le altre componenti della famiglie intente a svolgere faccende in giardino. La casa si fa custode di ogni segreto, dimora di ogni qualsivoglia entità soprannaturale.

Ricorda, a tratti, il cinema di David Lynch, il presente The impossible Picture. E Sandra Wollner, dal canto suo, si è dimostrata coraggiosa e talentuosa nel mettere in scena qualcosa di totalmente (o quasi) nuovo, atto ad annichilire lo spettatore e a stravolgere ogni sua convinzione, ogni idea che si era fatto precedentemente in merito. Ed ecco che la cinematografia austriaca contemporanea ha visto nascere un nuovo talento, confermandosi ancora una volta particolarmente forte e incisiva quando si tratta di dar vita a nuovi linguaggi. The impossible Picture è un piccolo e prezioso esordio di cui in molti si sono accorti, al punto da far sì che lo stesso si aggiudicasse anche numerosi premi nell’ambito di festival cinematografici internazionali.

Titolo originale: Das unmögliche Bild
Regia: Sandra Wollner
Paese/anno: Austria / 2016
Durata: 70’
Genere: drammatico, sperimentale
Cast: Jana McKinnon, Alexander E. Fennon, Andrea Schramek, Isabel Schmidt, Mira Reisinger, Isabella Simon, Helmut Wiesner, David Jakob, Eva Linder
Sceneggiatura: Sandra Wollner
Fotografia: Timm Kröger
Produzione: Filmakademie Baden-Württemberg

Info: la scheda di The impossible Picture su iMDb; la scheda di The impossible Picture sul sito della Sixpack Film