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di Angela Summereder
voto: 8
In B for Bartleby, Angela Summereder ha dato vita a un film-saggio che ci accompagna per mano in un lungo viaggio alla (ri)scoperta del testo di Melville. Testo che, man mano che si va avanti con la messa in scena, assume connotazioni sempre più personali. Alla Viennale 2025.
Quando le parole diventano immagini
In pochi, oggi, se intervistati per strada, ricordano Bartleby lo Scrivano, racconto di Herman Melville, realizzato nel 1853. Eppure, c’è chi, per contro, ha desiderato per tutta la vita tradurre tale racconto in immagini cinematografiche. Stiamo parlando del compianto Benedikt Zulauf, compagno della regista Angela Summereder, la quale, dopo la di lui morte, ha voluto esaudire il suo grande desiderio, rendendo l’opera di Melville un prodotto fruibile all’interno di una comoda sala cinematografica. Così, dunque, ha avuto origini B for Bartleby, presentato in anteprima austriaca in occasione della Viennale 2025.
Non è affatto facile adattare un testo letterario e farlo diventare un film. Questo lo sappiamo bene. Eppure, in B for Bartleby, Angela Summereder ha saputo dar vita a un lavoro dalla forma ibrida, a metà strada tra il documentario e il film di finzione. Un film-saggio che ci accompagna per mano in un lungo viaggio alla (ri)scoperta del testo di Melville. Testo che, man mano che si va avanti con la messa in scena, assume connotazioni sempre più personali, con tanti di importanti parallelismi tra la vita dello stesso Bartleby protagonista del racconto (un uomo rassegnato che non riesce ad accettare il proprio lavoro alienante e le costrizioni sociali) e Benedikt Zulauf, che per anni ha lavorato come bibliotecario presso l’Austrian Film Museum, e occasionalmente anche come attore.
All’interno della casa, in Massachussets, dove un tempo abitava Herman Melville sta per iniziare una visita guidata. Alcuni attori, occasionalmente, impersonano le varie figure che hanno svolto ruoli particolarmente importanti nella vita dello scrittore. L’evento che sta per iniziare sembra un’esperienza decisamente entusiasmante, anche se dalle espressioni dei visitatori si potrebbe evincere il contrario. Angela Summereder si confida. La genesi di questo suo B for Bartleby è ormai chiara a tutti. Ed ecco che, pian piano, le parole di Herman Melville stanno per essere magicamente tradotte sul grande schermo.
B for Bartleby, dunque, è un poetico e appassionato saggio che abbraccia più epoche e più vite. Il racconto originale viene di volta in volta letto e recitato da persone diverse. Allo stesso tempo, il tutto viene ulteriormente arricchito da performance musicali, da influenze da parte di grandi nomi della storia del cinema, da immagini di giovani ragazze che giocano a pallone in cortile. Quale sarà mai il destino del nostro Bartleby?
Angela Summereder ha saputo, dunque, rendere il racconto di Herman Melville un lungometraggio estremamente vivo e pulsante, un film praticamente unico nel suo genere, in cui l’importante presenza del testo ben si armonizza con le immagini, in cui l’impersonale diviene immediatamente personale, per poi assumere addirittura importanti connotazioni politiche, diventando più attuale che mai. Con B for Bartleby, dunque, il sogno di Benedikt Zulauf si è finalmente realizzato. E ora, è tempo di avvicinarsi all’entrata della sala e mostrare il proprio biglietto. Lo spettacolo sta per iniziare.
Titolo originale: B wie Bartleby
Regia: Angela Summereder
Paese/anno: Austria / 2025
Durata: 72’
Genere: documentario, sperimentale
Cast: Beatrice Frey, Maxi Blaha, Anna Mendelssohn, Leopold von Verschuer, Alex Deutinger, Florian Tröbinger, Kevin Dooley
Sceneggiatura: Angela Summereder
Fotografia: Antonia de la Luz Kašik
Produzione: Praherfilm
