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di Herbert Vesely
voto: 8
Con On these Evenings ormai era chiaro quale direzione si volesse prendere nel cinema austriaco. La voglia di sperimentare era sempre più forte. Il desiderio di lasciarsi alle spalle un passato un po’ troppo “ingombrante” anche. Restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato sul canale Filmarchiv On.
Nuovi modi di raccontare la realtà
Pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nell’ambito del cinema austriaco accadde qualcosa di estremamente importante. In questi anni (e, per la precisione, all’inizio degli anni Cinquanta), infatti, numerosi cineasti volevano dar vita finalmente a qualcosa di nuovo, discostandosi dalla maggior parte delle produzioni dell’epoca (i cosiddetti Wiener Film), e sperimentando con tutte le possibilità che la settima arte aveva da offrire. Nel 1951, dunque, il regista, pittore e fotografo Kurt Steinwendner realizzò Der Rabe – tratto dall’omonimo racconto di Edgar Allan Poe – dando vita, così, al primo, vero film sperimentale della storia del cinema austriaco. E se questo nuovo modo di intendere il cinema stesso sarebbe diventato nel corso degli anni uno dei veri e propri capisaldi del cinema austriaco, che vede nel cinema sperimentale uno dei suoi settori di maggior successo, particolarmente degna di nota, a tal proposito, è anche la figura del regista Herbert Vesely, che nel 1952 ha realizzato il film On these Evenings.
In On these Evenings, recentemente restaurato dal Filmarchiv Austria e presentato al pubblico sul canale Filmarchiv On, possiamo vedere, dunque, come il concetto di regia stesso venga completamente riconsiderato. La storia messa in scena, tratta da una poesia di Georg Trakl, è, in realtà, molto semplice e qui ci viene presentata attraverso una riuscita struttura ellittica: una giovane domestica (impersonata da Mara Ghosta) viene sedotta e poi abbandonata da un bracciante agricolo. Ormai rimasta sola, la donna è disperata.
Una storia essenziale, dunque, messa in scena in un film ricco di spunti interessanti. Completamente privo di dialoghi, On these Evenings lascia innanzitutto esclusivamente alle immagini (accompagnate dalla musica minimalista di Gerhard Rühm) il compito di raccontarci il dramma della protagonista. Le ambientazioni ci mostrano un mondo appartenente a un’epoca passata e quasi destinato a svanire. Nel frattempo, però, vediamo grazie a suggestivi totali come la terra stessa (insieme a una profonda religiosità) stia a scandire le giornate dei protagonisti e, pertanto, venga qui trattata come un vero e proprio personaggio.
Ciò che, tuttavia, particolarmente ci interessa in questo On these Evenings è la particolare attenzione che il regista ha voluto prestare a corpi umani e gesti. Gli attori sul set optano sovente per una recitazione prettamente teatrale. I loro corpi (o dettagli di essi) vengono illuminati talvolta come se fossero “staccati” dalle location stesse. E mentre alcune brevi sequenze vengono di quando in quando ripetute in loop, ecco che sono soprattutto intensissimi primi piani e dettagli a trasmetterci ogni volta i sentimenti e dei protagonisti.
Con On these Evenings, dunque, ormai era chiaro quale direzione si volesse in parte prendere nel cinema austriaco. La voglia di sperimentare era sempre più forte. Il desiderio di lasciarsi alle spalle un passato un po’ troppo “ingombrante” anche. Il cinema d’avanguardia aveva trovato ormai uno dei suoi luoghi ideali.
Titolo originale: An diesen Abenden
Regia: Herbert Vesely
Paese/anno: Austria / 1952
Durata: 23’
Genere: drammatico, sperimentale
Cast: Mara Ghosta, Reinhard Halbich, Ferry Radax
Sceneggiatura: Herbert Vesely, Georg Trakl
Fotografia: Wilhelm E. Nassau, Hugo Holub
Produzione: Studio Peripherie
