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I WIENER FILM – RITRATTO DI UN’AUSTRIA FELICE

Il più delle volte dai toni leggeri, di quando in quando anche piuttosto malinconici, i Wiener Film erano atti a raccontare il fulgore di un’epoca e la sua società altoborghese, all’interno della quale, tuttavia, storie d’amore nate tra persone di ceto differente contribuivano ora a conferire drammaticità al racconto, ora a costruire gustose e divertenti commedie degli equivoci.

Balli, musiche, costumi e disperati amori

Dalla fine del secondo dopoguerra, l’Austria – cinematograficamente parlando – si è aperta a ogni qualsivoglia spunto proveniente dal mondo intero, cimentandosi per la prima volta con nuovi generi cinematografici e facendo sì che lo stesso filone del cinema sperimentale austriaco divenisse, col tempo, tra i più prolifici di tutto il mondo. Ma come sarebbe stata, oggi come oggi, la cinematografia austriaca senza i Wiener Film?

Ci sarebbe stata ugualmente tanta curiosità nei confronti del nuovo, o, comunque, tanta voglia di sperimentare se per molti decenni non ci si fosse cimentati unicamente con una serie di lungometraggi tutti della stessa impronta? Se, infatti, i cosiddetti Wiener Film hanno iniziato a diffondersi in Austria già dagli anni Venti (dunque, già all’epoca del muto), è principalmente negli anni Trenta – fino ad arrivare agli anni Cinquanta e anche a parte degli anni Sessanta – che gli stessi hanno ottenuto il maggior successo.

Un esempio? Semplice: la stessa celeberrima trilogia dedicata a Elisabetta d’Austria e iniziata da Ernst Marischka nel 1955 con La Principessa Sissi. Questi film, probabilmente – insieme all’altrettanto celebre Mascherata di Willi Forst (1934) ne sono i prodotti più famosi, anche al di fuori dei confini nazionali. Ma, di fatto, cos’erano questi Wiener Film?

Con Wiener Film si intende quel genere cinematografico sviluppatosi in Austria (ma, successivamente, diffusosi anche in Germana) composto principalmente da lungometraggi a carattere sentimentale e spesso anche musicale ambientati quasi sempre nel passato, ai tempi di massimo splendore dell’Impero austro-ungarico. Il più delle volte dai toni leggeri, di quando in quando anche piuttosto malinconici, questi film erano atti a raccontare il fulgore di un’epoca e la sua società altoborghese, all’interno della quale, tuttavia, storie d’amore nate tra persone di ceto differente contribuivano ora a conferire drammaticità al racconto, ora a costruire gustose e divertenti commedie degli equivoci.

Colori, danze, fastosi costumi, musiche – con tanto di biografie dei grandi compositori del passato – erano dei segni caratteristici di questi Wiener Film. E se l’immagine di Karlheinz Böhm che, nei panni di Franz Schubert, suona in chiesa il suo celebre Ave Maria mentre la sua amata sta per sposare un altro uomo ha fatto commuovere migliaia di spettatori (nel film La Casa delle tre Ragazze, realizzato da Ernst Marischka nel 1958), la frizzante e irriverente Franziska Gaal ha strappato numerosi sorrisi, cantando e scherzando nel romantico A precocious Girl, diretto da Max Neufeld nel 1934.

Per la loro capacità di mettere in scena i fasti e le glorie dell’Impero – con tanto di ritratto di un’Austria in cui regnava (quasi) sempre il benessere – pur mantenendosi principalmente apolitici, la produzione dei Wiener Film fu ulteriormente incentivata durante la dittatura nazista. Eppure, anche in quest’epoca – durante la quale la libertà d’espressione di ogni singolo autore era fortemente limitata – non si parlò mai di politica all’interno delle produzioni cinematografiche. Al contrario, ciò a cui principalmente si puntava era soprattutto intrattenere e divertire il pubblico, senza che lo stesso si ponesse troppe domande durante la visione di un film.

E al fine di giocare principalmente sulla componente comica, quale strumento migliore del dialetto viennese con tutte le sue numerose sfumature? Quest’ultimo era un altro degli elementi che maggiormente caratterizzavano le produzioni cinematografiche dell’epoca e ogni interprete, a sua volta, si divertiva a giocare con esso e a creare la sua personalissima variante. Proprio come era solito fare il grande Hans Moser, tra i volti più noti di questa corrente cinematografica insieme alla coppia formata da Attile Hörbiger e Paula Wessely, a Paul Hörbiger (fratello di Attila), a Franziska Gaal, a Rudolf Carl e persino a Wolf Albach-Retty e a Magda Schneider, conosciutisi proprio su uno di questi set e che, negli anni a venire, sarebbero diventati i genitori della celeberrima Romy Schneider.

Gli anni in cui i Wiener Film hanno visto la loro massima diffusione sono stati, come sappiamo, anni piuttosto difficili per l’Austria. E se gran parte dei cineasti e, più in generale, degli artisti e letterati, furono costretti a emigrare ora negli Stati Uniti, ora in Sud America al fine di poter avere maggior libertà di espressione, chi decise di restare in patria fu comunque costretto ad adattarsi a determinati dettami. E nel caso del cinema, appunto, i lungometraggi prodotti puntavano esclusivamente a mantenere un profilo basso dal punto di vista politico.

Allo stesso tempo, però, è anche vero che registi del calibro di Willi Forst, di Ernst Marischka, di Werner Hochbaum o di Franz Antel (giusto per citarne qualcuno) ebbero modo di realizzare a volte dei veri e propri gioiellini, oltre a veri e propri piaceri per gli occhi, grazie anche alle curatissime scenografie e agli eleganti costumi dei protagonisti.

In molti, nel corso degli anni, hanno avuto modo di criticare i Wiener Film e il periodo storico in cui gli stessi hanno visto la loro massima diffusione, dato soprattutto il momento in cui gli stessi sono stati realizzati. Eppure, al di fuori dei confini nazionali, c’è chi ha saputo a suo modo apprezzarli e rielaborarli dando vita a qualcosa di totalmente nuovo e soggettivo (il cinema di Max Ophüls, a tal proposito, ne è un esempio). E sempre considerando i numerosi movimenti artistici che hanno preso vita in Austria dopo il secondo dopoguerra, una domanda sorge spontanea: ci sarebbe davvero stata una così forte voglia di rinnovamento senza una produzione così copiosa di Wiener Film? E lo stesso cinema sperimentale austriaco avrebbe avuto ugualmente una presenza così incisiva?

Probabilmente, le musiche, i colori, i costumi e le appassionate – e talvolta tormentate – storie d’amore della Vienna qui raccontata hanno fatto il loro. E a osservare oggi questi piccoli ma ben confezionati lungometraggi, ci sembrano una testimonianza preziosa di un’epoca ormai scomparsa, resa ancora oggi viva e pulsante da quella macchina così potente e magica che è il cinema.

Info: la scheda di Mascherata su iMDb; la scheda di La principessa Sissi su iMDb; la scheda di La Casa delle tre Ragazze su iMDb; la scheda di A precocious Girl su iMDb