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di Hubert Sielecki
voto: 8
Air Fright è un piccolo viaggio in una realtà che tutti abbiamo vissuto e che conosciamo. Una vera e propria esperienza immersiva che, grazie alla cura e all’attenzione prestata a ogni singolo elemento, ci permette di vivere in prima persona le emozioni del protagonista stesso.
Una nuova avventura sta per iniziare
In molti, come ben sappiamo, possono sentirsi piuttosto agitati nel momento in cui si accingono a volare in aereo. Ma se, anche recentemente, numerosi sono i film che, direttamente o indirettamente, hanno affrontato la questione della paura di volare, particolarmente degno di nota, a tal proposito, è il cortometraggio d’animazione Air Fright, realizzato da Hubert Sielecki nel 1995 e che riesce a catturare appieno determinate sensazioni e situazioni attraverso la messa in scena di una ben precisa routine.
In Air Fright, dunque, tutto ci viene mostrato esclusivamente attraverso la soggettiva del protagonista. Un uomo è seduto in aereo. Dal finestrino, tramite disegni bidimensionali, si possono già vedere alcuni aerei che si accingono a decollare. Le mani dell’uomo sembrano tremare, il tavolino davanti a lui viene aperto, una paperella di gomma può (forse) alleviare la tensione. Nel frattempo, la voce di un’assistente di volo dà istruzioni e informazioni ai passeggeri prima del decollo. Ma quanto sono incomprensibili quei disegni che spiegano come comportarsi in caso di emergenza? Poi, finalmente, ci siamo. L’aereo finalmente decolla. Cosa accadrà in seguito?
Regista e artista visivo che ha sempre rivelato una forte, fortissima voglia di sperimentare attraverso una sapiente combinazione di immagini, suoni e animazione, Hubert Sielecki ha realizzato con Air Fright un cortometraggio visivamente accattivante, che in una ricercata animazione in stop motion vede uno dei suoi maggiori punti di forza. Un’animazione in stop motion che nel mettere in scena la classica routine tipica di ogni volo (con tanto di bicchieri di vino traballanti ogni qualvolta che l’aereo vira e cibo che sembra quasi di plastica) sa rendere appieno le sensazioni di chi vive tali situazioni in prima persona. E, in un contesto del genere, si sa, anche un tocco di ironia è sempre ben gradito.
L’animazione in stop motion di Air Fright esercita sullo spettatore indubbiamente un fascino magnetico. Eppure, Hubert Sielecki, come di consueto nelle sue opere, non ha puntato solo sulle immagini e sull’impatto che esse possono avere su di noi. Di fondamentale importanza in questo suo piccolo e prezioso cortometraggio, infatti, è anche ciò che sentiamo. La voce dell’assistente di volo o, occasionalmente, del pilota dell’aereo, sono fondamentali nel ricostruire la suddetta routine e allo stesso tempo, con il loro tono calmo e rassicurante, fanno quasi da contrappunto alle immagini stesse.
Air Fright, dunque, è un piccolo viaggio in una realtà che tutti abbiamo vissuto e che conosciamo. Una vera e propria esperienza immersiva che, grazie alla cura e all’attenzione prestata a ogni singolo elemento, ci permette di vivere in prima persona le emozioni del protagonista stesso. Al termine del nostro viaggio, ci aspetta una bellissima sorpresa. Ma l’importante, però, è che il volo sia stato per tutti un’esperienza piacevole. Nonostante la paura, naturalmente.
Titolo originale: Air Fright
Regia: Hubert Sielecki
Paese/anno: Austria / 1995
Durata: 8’
Genere: animazione
Sceneggiatura: Hubert Sielecki
Fotografia: Hubert Sielecki
Produzione: Animotion Film Vienna
