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SELFPORTRAIT

In soli cinque minuti, Maria Lassnig è riuscita a rappresentare, nel suo Selfportrait, la sua intera poetica, per un cortometraggio che si classifica di diritto come uno dei suoi lavori più intimi, personali e rappresentativi, per un’interessante ed essenziale animazione in stop motion.

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LILLIAN

Ispirato a una storia realmente accaduta negli anni Venti, quella di una giovane ragazza russa – Lillian Alling, appunto – tentò di tornare in Russia a piedi direttamente da New York, Lillian – diretto da Andreas Horvath e prodotto da Ulrich Seidl – è a tutti gli effetti un prodotto magnetico, dolente e doloroso, ma anche avvincente e intrigante, perfettamente in grado di tenere lo spettatore incollato allo schermo dall’inizio alla fine. Al Festival di Cannes 2019, all’interno della Quinzaine des Réalisateurs.

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ROBOLOVE

Robolove, di Maria Arlamovsky, si distingue essenzialmente per la sua eleganza stilistica, priva di inutili fronzoli, ma con una macchina da presa in grado di concentrarsi, di volta in volta, su ogni più piccolo ma significativo dettaglio dei robot ogni volta creati, senza paura di prendersi i suoi tempi per mostrarci il tutto e facendo sì che anche noi, a nostra volta, possiamo sentirci parte di quel futuro ancora così lontano, ma, in realtà, molto più vicino di quanto possiamo immaginare. Alla Viennale 2019.

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JOHANNA DOHNAL – VISIONARY OF FEMINISM

Malgrado l’attivista in favore dei diritti delle donne Johanna Dohnal da quasi dieci anni non sia più con noi, Sabine Derflinger, nel suo Johanna Dohnal – Visionary of Feminism, è riuscita a caratterizzarla alla perfezione, per tanti piccoli tasselli che, visti nel loro insieme, stanno a formare un unico, grande ritratto. Alla Viennale 2019.

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THIS MOVIE IS A GIFT

In This Movie is a Gift, Anja Salomonowitz non ha paura a trovare nuovi linguaggi, a reinventare e a reinventarsi. Il tutto per un vero e proprio inno alla vita, leggero come una piuma, tra le opere più intime e personali della regista stessa. Un film che accetta ed elabora in modo intelligente e mai scontato ogni aspetto della vita. Morte compresa. Alla Viennale 2019.

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DER MEINEIDBAUER

Der Meineidbauer (1926) è il primo film dei coniugi Louise Kolm-Fleck e Jakob Fleck prodotto in Germania, sebbene le riprese avevano avuto luogo in Austria già diversi anni prima. Un film che, per molte sue caratteristiche tecniche, si classifica come un prodotto ibrido, una vera e propria chicca della cinematografia austriaca e tedesca che si situa perfettamente a cavallo tra due nazioni e tra due diversi decenni. Alla Viennale 2019, all’interno della retrospettiva dedicata a Louise Kolm-Fleck.

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ÖSTERREICHISCHE ALPENBAHNEN. EINE FAHRT NACH MARIAZELL

Österreichische Alpenbahnen. Eine Fahrt nach Mariazell (tradotto letteralmente: “ferrovie alpine austriache. Una gita a Mariazell”), girato nel 1910, nonché una delle pietre miliari del cinema austriaco delle origini, vede per la prima volta piccoli movimenti di macchina, per una regia che, sebbene decisamente essenziale, ci appare molto più consapevole rispetto a quanto si era visto appena pochi anni prima. Alla Viennale 2019, all’interno della retrospettiva dedicata a Louise Kolm-Fleck.

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IL DIAMANTE DELLO ZAR

Il Diamante dello Zar, brillante adattamento cinematografico dell’omonima operetta scritta da Bruno Granichstaedten in collaborazione con Ernst Marischka, ci ricorda, per quanto riguarda i tempi comici e la messa in scena stessa, il cinema hollywoodiano degli anni d’oro. Alla Viennale 2019, all’interno della retrospettiva dedicata a Louise Kolm-Fleck.

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LEICHENBEGÄNGNIS ALBERT BARON ROTHSCHILD

Data una regia assai rudimentale per l’epoca, Leichenbegängnis Albert Baron Rotschild ci dà quasi l’impressione di aver visto un film girato verso la fine dell’Ottocento, indubbiamente affascinante da un punto di vista prettamente storico, ma – ahimé! – per nulla al passo con i tempi. Alla Viennale 2019, all’interno della retrospettiva dedicata a Louise Kolm-Fleck.