Produzione: Lotus Film

the-last-real-men-1994-die-letzten-manner-ulrich-seidl-recensione-review-kritik

THE LAST REAL MEN

In The last real Men la macchina da presa di Ulrich Seidl resta costantemente fissa nel mostrarci i protagonisti mentre raccontano di volta in volta le proprie esperienze. Per quasi tutta la durata del documentario, come sovente accade, appunto, nelle sue opere, la realtà ci viene mostrata così com’è. E nel mostrarsi così com’è viene fuori con tutta la sua assurdità e la sua ridicolaggine, finendo per rivelarsi molto più pericolosa di quanto possa inizialmente sembrare.

the-fox-2022-der-fuchs-goiginger-recensione-review-kritik

THE FOX

The Fox potrebbe inizialmente sembrare uno dei tanti (troppi?) film che mettono in scena uno speciale rapporto di amicizia tra uomini e animali. E nel momento in cui ci si approccia a storie del genere, il rischio di dar vita a qualcosa di eccessivamente retorico è più che mai alto. Adrian Goiginger, fortunatamente, è riuscito a evitare tali errori, concentrandosi prevalentemente sui traumi infantili del giovane protagonista. Alla Diagonale’23.

still-life-2011-stillleben-meise-recensione

STILL LIFE

Still Life non è assolutamente un film “semplice”. Al contrario, ogni minima sfaccettatura delle personalità dei protagonisti viene ben resa dalla macchina da presa di Sebastian Meise in modo mai retorico o prevedibile. I primi piani sui loro volti, le confessioni, le chiacchierate in macchina o sulla banchina di una stazione, ma anche i gesti estremi conferiscono umanità a ognuno di loro.

the-bosom-friend-1997-der-busenfreund-seidl-recensione

THE BOSOM FRIEND

In The Bosom Friend Ulrich Seidl ci ha ancora una volta regalato un personaggio di cui non ci dimenticheremo facilmente. Un personaggio che sembra quasi appartenere a un mondo a sé e che – proprio secondo alcune affermazioni del regista stesso – dopo aver rinunciato a ogni forma di guadagno o di relazioni sociali, potrebbe anche aver trovato a suo modo la libertà.

the-hawk-2022-der-onkel-the-hawk-kopping-ostrowski-recensione

THE HAWK

The Hawk è un lungometraggio bizzarro, irriverente e dal taglio eccessivamente televisivo, che attraverso una storia semplice e complessa allo stesso tempo, si interroga su determinate dinamiche famigliari e su equilibri precari che rischiano di rompersi per sempre nel momento in cui il passato torna a bussare alla porta. Alla Diagonale’22.

the-white-goblin-2022-der-weisse-kobold-kren-recensione

THE WHITE GOBLIN

In The White Goblin vediamo una Vienna inaspettata. Una Vienna che prende vita quando tutti dormono. Una Vienna patinata e sfavillante, ma anche regno della malavita, in cui il denaro sembra svolgere il ruolo di protagonista assoluto anche – e soprattutto – quando l’amore per l’arte e per la bellezza dovrebbe avere la meglio. Alla Diagonale’22.

antares-2004-spielmann-recensione

ANTARES

Diviso in tre episodi, Antares si presenta come un complesso e stratificato affresco della società contemporanea. Tre storie, tre differenti stili di vita, un’unica ambientazione. Antares non ci racconta soltanto amori impossibili, amori disperati, amori tormentati e amori clandestini. Antares mette in scena l’Amore come utopia, un costante, disperato bisogno di amore che, spesso, genera anche un profondo senso di solitudine.

whores-glory-2011-glawogger-recensione

WHORES’ GLORY

Una grande malinconia e un profondo senso di solitudine pervadono Whores’ Glory. Un documentario corale, variopinto, ma anche incredibilmente toccante e desolante. Non una, ma tante storie che soltanto lo sguardo attento e sensibile di Michael Glawogger avrebbe potuto raccontare così bene.

megacities-1998-glawogger-recensione

MEGACITIES

Sarebbe riduttivo classificare Megacities come un semplice documentario. Megacities è in realtà molto di più. Megacities è un viaggio nelle più grandi città del mondo, un variopinto affresco che ci racconta per immagini le storie di chi vive ai margini della società.

narciso-e-boccadoro-2020-narziss-und-goldmund-ruzowitzky-recensione

NARCISO E BOCCADORO

Narciso e Boccadoro è un film che, malgrado l’indubbia maestria del regista Stefan Ruzowitzky, malgrado il grande impiego di capitali e di un cast di tutto rispetto, malgrado momenti visivamente e simbolicamente potentissimi, risulta nel complesso eccessivamente artefatto, fortemente patinato e pretenzioso.