Produzione: Allegro Film

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COLD HELL – BRUCERAI ALL’INFERNO

Thriller adrenalinico ed estremamente attuale, Cold Hell – Brucerai all’Inferno è un’opera molto più complessa e stratificata di quanto possa sembrare. Stefan Ruzowitzky ha realizzato non soltanto un affresco della città di Vienna in tutta la sua multiculturalità e nei suoi aspetti più controversi, ma anche – e soprattutto – un film che tira in ballo tematiche complesse e delicate come il razzismo e il patriarcato.

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ERWIN AND JULIA

In Erwin and Julia, ognuno dei protagonisti sembra, di fatto, non riuscire mai a coronare i propri sogni. Malgrado tutte le potenzialità della città di Vienna. Erwin, Wolf, ma anche Claudia e Karin vivono quasi in una sorta di limbo, perfettamente consci di cosa vogliano diventare, ma in qualche modo impossibilitati a raggiungere i propri obiettivi. E se i loro stessi obiettivi fossero, in realtà, soltanto delle mere illusioni?

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LOVE MACHINE 2

Proprio com’è stato in Love Machine, anche in Love Machine 2 una serie di gag vanno ad arricchire una sceneggiatura a volte un po’ troppo prevedibile, ma che, nel complesso riesce a regalare allo spettatore un’ora e mezza di risate. Il carisma di Georgy (e, ovviamente, del bravo Thomas Stipsits) è il vero fulcro attorno a cui ruota tutto il film.

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DREI HERREN

Surreale, bizzarro, ma anche tenero e piuttosto naïf, Drei Herren non è certamente un lungometraggio perfetto. Eppure, nonostante tutto, man mano che ci si avvicina al finale, ogni personaggio si rivela molto più complesso e ricco di sfaccettature di quanto inizialmente potesse sembrare.

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LA RAPINA

Nessuno è realmente innocente o del tutto colpevole, in La Rapina. O, meglio ancora, ognuno dei tre personaggi è vittima e carnefice allo stesso tempo. E questo lungometraggio di Florian Flicker si distingue innanzitutto per un buon lavoro di scrittura, grazie al quale momenti di tensione si alternano sapientemente a scene ben più leggere.

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VORWÄRTS

L’impegno civile di facciata viene messo costantemente di fianco a situazioni paradossali e, talvolta, anche un po’ grottesche, nel presente Vorwärts. E la regista, dal canto suo, punta proprio a questo, senza prendere apertamente parte per questo o per quel partito, ma tracciando un fedele affresco il più possibile universale del mondo della politica e delle snervanti campagne elettorali.

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TWINNI

Se, da un lato, Twinni ci sembra, registicamente parlando, un po’ naïf, ecco che è soprattutto una fotografia curatissima e dai toni prevalentemente pastello a riportarci immediatamente negli anni Ottanta, per una serie di immagini poetiche e nostalgiche senza mai risultare eccessive o stucchevoli.

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LOVE MACHINE

Suddiviso principalmente in una serie di gag a volte un po’ troppo prevedibili e che scadono pericolosamente nel già visto, Love Machine risente parecchio di una sceneggiatura decisamente debole, i cui risvolti si possono già facilmente immaginare dopo pochi minuti dall’inizio del lungometraggio. Nonostante il carisma del bravo Thomas Stipsits nel ruolo del protagonista.