Fotografia: Wolfgang Thaler

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PARADISE: FAITH

Paradise: Faith ci mostra non soltanto il fanatismo religioso in una delle sue più estreme declinazioni. No. In Paradise: Faith, infatti, Ulrich Seidl ci mostra la religione vissuta in modo maniacale, che quasi sembra dimenticare il valore dell’essere umano stesso. Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2012.

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PARADISE: LOVE

In Paradise: Love troviamo tutte le costanti del cinema di Ulrich Seidl in un’opera profondamente intelligente, dolorosa e spietata. Il cinismo e l’ipocrisia degli esseri umani, la differenza tra le classi sociali, ma anche – e soprattutto – una profonda solitudine e un disperato bisogno d’amore fanno da protagonisti assoluti. Potrà mai esserci una seppur debole possibilità di salvezza? Il regista sembra non avere alcun dubbio in merito.

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HOTEL ROCK’N’ROLL

In Hotel Rock’n’Roll non si sa mai cosa aspettarsi e di fianco a divertenti equivoci, a poliziotti maldestri, ad “amori impossibili” e ad autovelox pronti a scattare fotografie a tradimento, c’è sempre il tempo per una serata insieme a vecchi e nuovi amici, cantando e bevendo allegramente.

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WAR IN VIENNA

Uno sguardo cinico e disincantato si concentra principalmente sui numerosi paradossi che prendono vita nel momento in cui le diverse realtà ci vengono mostrate l’una dopo l’altra. Si ride molto, si ride quasi dall’inizio alla fine, durante la visione di War in Vienna. Eppure, a ben guardare, ciò che ci viene mostrato è piuttosto inquietante. Alla Viennale 2022, sezione Österreich real.

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SPARTA

Un forte contrasto interiore è il vero fulcro di Sparta. Ewald ride quando gioca con i bambini. Lentamente, però, la sua risata si trasforma in un pianto. Un pianto che nessuno nota, che trova sfogo soltanto all’interno di una macchina o nella casa di riposo dove si trova suo padre. Sottili sfumature e cambi di registro che dicono più di mille parole. Ulrich Seidl (e l’ottimo Georg Friedrich) rendono alla perfezione tutto ciò e ci mostrano come il protagonista sia in realtà l’unica vera vittima delle sue stesse debolezze. Alla Viennale 2022.

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HAKUNA MATATA

Con poche, semplici inquadrature e con un’unica frase che si ripete in continuazione Ulrich Seidl è riuscito a trasmettere appieno l’essenza di tutta la sua filmografia. In Hakuna Matata – che fa parte del progetto collettivo Venezia 70 Future Reloaded, realizzato in occasione del 70° anniversario della Mostra del Cinema di Venezia – non v’è bisogno d’altro.

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SIDE EFFECTS AND RISKS

Questioni morali estremamente complesse portano a galla segreti e rancori, dando adito, al contempo, a impietose vendette. Side Effects & Risks mette in scena tutto ciò in modo mai banale e scontato (grazie anche – e soprattutto – alla pièce teatrale di Stefan Vögel a cui è ispirato), rivelandosi un film profondo e divertente allo stesso tempo, che, tuttavia, proprio per il particolare approccio registico adottato, sembrerebbe, appunto, più adatto a una programmazione televisiva.

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THE HAWK

The Hawk è un lungometraggio bizzarro, irriverente e dal taglio eccessivamente televisivo, che attraverso una storia semplice e complessa allo stesso tempo, si interroga su determinate dinamiche famigliari e su equilibri precari che rischiano di rompersi per sempre nel momento in cui il passato torna a bussare alla porta. Alla Diagonale’22.