Fotografia: Sebastian Arlamovsky

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FUTURE BABY

Non punta a dare precise risposte in merito, il presente Future Baby. E, allo stesso modo, le spinose questioni morali che potrebbero essere sollevate in seguito alla sua visione, vengono soltanto lontanamente toccate, ma mai realmente approfondite. Una scelta, la presente, più che apprezzabile, dal momento che si capisce fin da subito che la regista Maria Arlamovsky ha voluto mettere in primo piano soprattutto l’intimo dei personaggi di volta in volta presentati, oltre, ovviamente, ai progressi che, al giorno d’oggi, sono stati ottenuti mediante la ricerca.

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ROBOLOVE

Robolove, di Maria Arlamovsky, si distingue essenzialmente per la sua eleganza stilistica, priva di inutili fronzoli, ma con una macchina da presa in grado di concentrarsi, di volta in volta, su ogni più piccolo ma significativo dettaglio dei robot ogni volta creati, senza paura di prendersi i suoi tempi per mostrarci il tutto e facendo sì che anche noi, a nostra volta, possiamo sentirci parte di quel futuro ancora così lontano, ma, in realtà, molto più vicino di quanto possiamo immaginare. Alla Viennale 2019.