Fotografia: Martin Putz

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RE-BIRDING

Con un approccio registico minimalista e sofisticato allo stesso tempo, questo interessante e prezioso re-BIRDING si fa immediatamente utopia. Immagine di un mondo ideale in cui finalmente si è riusciti a comprendere l’importanza di ciò che la natura ha da offrirci e di tutti gli esseri viventi che popolano il nostro mondo. Alla Diagonale 2024.

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MAPPAMUNDI

Nella sua complessa semplicità, MappaMundi riesce a tracciare la storia non solo del nostro pianeta, ma anche dell’umanità, ipotizzando anche un futuro (non) troppo lontano, ma praticamente inevitabile. Potrà mai, però, esserci davvero una fine definitiva? Bady Minck non vuole formulare nessuna precisa teoria in merito.

copy-shop-2001-widrich-recensione

COPY SHOP

Copy Shop è il presente e il futuro. La perdita dell’identità e della soggettività a causa dei moderni media. Copy Shop è la perdita di ogni certezza, in un mondo in cui non sappiamo più cosa è vero e cosa non lo è.

re-geo-rendering-reconstructions-of-desire-2021-schwentner-recensione

RE-GEO / RENDERING RECONSTRUCTIONS OF DESIRE

In re-GEO / rendering reconstructions of desire, Michaela Schwentner ha colto appieno la quintessenza di Georgette Klein, ci ha dato l’opportunità di conoscere l’artista da un punto di vista estremamente intimo e personale e, attraverso la sua storia, ha affrontato un discorso estremamente attuale riguardante, appunto, la donna all’interno della società in cui viviamo. Alla Diagonale’22.

2551.01-2020-pfaffenbichler-sixpackfilm-recensione

2551.01

Ci sarà mai speranza di salvezza per chi vive ai margini della società? Norbert Pfaffenbichler sembra avere le idee chiare in merito. Ma forse solo l’amore potrà salvarci tutti. E in 2551.01 lo fa in modo mai banale o prevedibile, evitando sapientemente ogni possibile retorica. Ispirato a Il Monello di Charlie Chaplin e presentato alla Diagonale 2021.

fast-film-2003-widrich-recensione

FAST FILM

Fast Film. “Quasi un film”. Così Virgil Widrich ha voluto chiamare questa sua piccola e preziosa opera. E più che una vera e propria dichiarazione d’amore alla storia del cinema e, più in generale, al mondo della settima arte stessa, questo breve cortometraggio sta a rappresentare una delle tante declinazioni che il cinema può assumere, forte di un ricercato lavoro che vede stop motion e computer grafica coesistere in armonia.