Fotografia: Martin Gschlacht

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LOOKING FOR OUM KULTHUM

In Looking for Oum Kulthum Shirin Neshat si perde nelle sue riflessioni, mette i tormenti interiori della protagonista al centro dell’attenzione e fa sì che proprio il personaggio di Oum Kulthum passi inevitabilmente in secondo piano. Alla 74° Mostra del Cinema di Venezia – sezione Giornate degli Autori.

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IN THE BASEMENT

Con In the Basement Ulrich Seidl scava nell’intimo dei personaggi da lui filmati entrando nelle loro case dall’aspetto ordinato e impeccabili, fino a giungere nelle loro cantine. Ed è qui che, finalmente, ognuno di loro rivela la sua vera natura.

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ME AND THE OTHERS

Le bizzarre situazioni messe in scena da David Schalko nella serie Me and the Others si presentano inizialmente come un puro divertissement: non sappiamo il motivo per cui il protagonista abbia la possibilità di esprimere questi desideri né tantomeno siamo a conoscenza di chi è in grado di rendere i suoi sogni reali. Poi, lentamente, la musica cambia. Alla Berlinale 2021.

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WHY NOT YOU

Why not you, opera prima di Evi Romen, si concentra soprattutto sugli oggetti. Siano essi una buffa parrucca simbolo di un’identità da svelare o anche soltanto un fugace selfie su di un cellulare. Sono oggetti apparentemente insignificanti che ricorrono frequentemente durante tutta la durata del lungometraggio assumendo immediatamente una valenza assai simbolica.

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HOTEL

Hotel vede il suo massimo punto di forza in una regia fatta di composizioni del quadro rigide e simmetriche, con tanto di colori che virano principalmente al verde o al rosso. Una potenza delle immagini ottenuta grazie al contributo del direttore della fotografia Martin Gschlacht, storico collaboratore della Hausner, nonché co-fondatore della società di produzione Coop99.

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LOVELY RITA

L’immagine finale del cortometraggio Flora – con la protagonista che corre verso una meta sconosciuta – segna ancora di più i parallelismi con il presente Lovely Rita. Qui, tuttavia, ogni cosa è portata all’estremo, tutto è molto più crudo, molto più vero. E la speranza di un futuro migliore, che traspariva al termine della visione del precedente cortometraggio, sembra, ormai, soltanto un vago ricordo.

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THE SINFUL WOMEN OF HÖLLFALL

Perfettamente in linea con la poetica di Veronika Franz e Severin Fiala, The Sinful Women of Höllfall gioca prevalentemente con sensazioni, timori e suggestioni vissute dai personaggi stessi. A essere messa in scena è, di fatto, la paura stessa del Trud e il profondo senso di colpa che una simile leggenda è riuscita a creare in passato.

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LITTLE JOE

Little Joe, sesto lungometraggio della regista Jessica Hausner, già in concorso al Festival di Cannes 2019 (dove la protagonista Emily Beecham ha vinto il premio alla Miglior Interpretazione Femminile), si presenta come un prodotto volutamente ambiguo, che non mira a dare precise risposte in merito ai quesiti sollevati e che proprio di questa sua ambiguità di fondo fa il proprio maggiore punto di forza. Alla Viennale 2019.