Author Archives: Marina Pavido

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DIANA BATHING

Anche se incompleto, Diana bathing – diretto dal fotografo e chimico Johann Schwarzer e prodotto dalla controversa Saturn-Film – è un importante tassello della storia del cinema austriaco, che ci diverte e sa regalarci appena due minuti di piacevole leggerezza.

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PRIMA E DOPO LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Negli anni a ridosso della Prima Guerra Mondiale si sentiva più forte che mai la necessità di difendersi dalle brutture di un presente drammatico e di aggrapparsi a ogni minima speranza per il futuro. La settima arte non è rimasta indifferente e in questi anni ha preso una direzione totalmente nuova, facendosi portavoce di ogni essere umano, delle sue debolezze, delle sue paure, del suo disperato desiderio di felicità.

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STAGING DEATH

Una serie di cadute dall’alto, ma anche scene splatter, primi piani sul volto insanguinato, urla, urla e ancora urla. Staging Death – ironico, arguto, ma anche incredibilmente riverente nei confronti del grande Udo Kier – rappresenta una tappa fondamentale all’interno della filmografia di Jan Soldat. Al Festival di Cannes 2022, sezione Quinzaine des Réalisateurs.

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BENNY’S VIDEO

In Benny’s Video, la realtà è ciò che vediamo, ma anche ciò che possiamo manipolare a nostro piacimento. Michael Haneke sa benissimo dove direzionare il nostro sguardo, lasciando semplicemente che le immagini parlino da sé e – tramite monitor che fanno quasi da “filtro” – ci mostrino un mondo distorto, un mondo malato.

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CORSAGE

Decadentismo e modernità trovano in Corsage un ottimo connubio. I costumi e gli eleganti ambienti di Schönbrunn fanno da contrappunto alle musiche pop. Al contempo, Marie Kreutzer ha optato per una messa in scena classica, in modo da far sì che lo spettatore possa concentrarsi esclusivamente sulla sua magnetica protagonista, magistralmente impersonata da Vicky Krieps. Al Festival di Cannes 2022.

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STILL LIFE

Still Life non è assolutamente un film “semplice”. Al contrario, ogni minima sfaccettatura delle personalità dei protagonisti viene ben resa dalla macchina da presa di Sebastian Meise in modo mai retorico o prevedibile. I primi piani sui loro volti, le confessioni, le chiacchierate in macchina o sulla banchina di una stazione, ma anche i gesti estremi conferiscono umanità a ognuno di loro.

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THE BOSOM FRIEND

In The Bosom Friend Ulrich Seidl ci ha ancora una volta regalato un personaggio di cui non ci dimenticheremo facilmente. Un personaggio che sembra quasi appartenere a un mondo a sé e che – proprio secondo alcune affermazioni del regista stesso – dopo aver rinunciato a ogni forma di guadagno o di relazioni sociali, potrebbe anche aver trovato a suo modo la libertà.

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TAKING IT BACK

La lotta operaia, la necessità di “diventare adulti”, ma anche – e soprattutto – i tormenti d’amore fanno da protagonisti assoluti in Taking it back. Andreas Schmied, dal canto suo, da sempre con una grande predisposizione per le commedie d’intrattenimento, ha tentato un mix tra discorso sociale e componente sentimentale prestando a quest’ultimo aspetto un’attenzione maggiore.