Malgrado la molteplicità di validi prodotti al proprio interno, il cinema austriaco viene troppo spesso considerato come una sorta di “cinema suddito” della ben più vasta cinematografia tedesca, sebbene, dalle origini del cinema sino ai giorni nostri, di interessanti sorprese in questo ambito ce ne siano state regalate parecchie.
Ciò a cui assistiamo in Happy end è un vero e proprio crescendo di emozioni in pieno stile hanekiano. Non vi sono né buoni, né cattivi, ognuno è vittima e carnefice allo stesso tempo. Compresi i più giovani.
Mister Universo, ultimo lavoro di Tizza Covi e Rainer Frimmel, ha come scopo quello di catapultarci in un mondo a sé, facendoci perdere il contatto con la realtà e facendoci dimenticare tutto ciò che ci circonda.
Abel il figlio del vento, per la regia di Gerardo Olivares e Otmar Penker è una favola senza tempo che presenta al suo interno non pochi elementi che lo rendono inevitabilmente retorico e melenso.
Wild Mouse, scritto, diretto ed interpretato da Josef Hader, sta a mettere in scena una (non troppo) velata critica alla società e al mondo del lavoro.
Il controverso Goodnight Mommy ha saputo dar vita a qualcosa di nuovo coniugando estetica e narrazione e rifacendosi ai canoni dell’espressionismo
Ne Il Falsario – Operazione Bernhard di Stefan Ruzowitzky viene messo in scena, con un raffinato lavoro di sottrazione, un altro capitolo della Seconda Guerra Mondiale.
Fuori concorso alla 73° Mostra d’Arte Cinematografica viene presentato Safari, l’ultima fatica del celebre e controverso cineasta austriaco Ulrich Seidl, che ha sconvolto pubblico e critica, sollevando anche non poche polemiche riguardanti ciò che ha voluto mettere in scena in modo tanto crudo quanto esplicito.